martedì 10 settembre 2013

Il Comitato per il Parco rilancia: Parco di Monza, Parco d’Europa



Dalle interviste rilasciate da vari personaggi nel pre e dopo g.p. emergono chiaramente i pericoli che incombono sul Parco a causa della presenza dell’autodromo e delle sue incessanti esigenze: si prospetta la possibilità di ulteriori modifiche al circuito come ricatto per mantenere il gp a Monza anche dopo il 2016.  Invitiamo a visionare questo filmato:  http://www.parcomonza.org/manifestazione-online2008.htm, che riporta tutte le modifiche al circuito e di conseguenza tutti i danni arrecati al Parco nel corso dei decenni. 

Vogliamo continuare cosi?  Siamo sicuri che la cittadinanza sia disponibile ad accettare una nuova erosione del Parco che, ricordiamo, è un monumento che ha più di duecento anni, non un qualsiasi prato di periferia?

E mentre altri circuiti si dichiarano disposti a soddisfare l’avidità del patron della formula uno, Maroni, si dice disponibile ad accettare in toto il ricatto di Ecclestone pur di mantenere il gp a Monza “per sempre”,  e circolano voci insistenti circa l’intervento della Regione Lombardia per finanziare l’aumento di capitale con cui si dovrebbero ripianare le traballanti casse della Sias, dopo decenni di gestione allegra.
Il 6 dicembre prossimo, infatti, e’ stata fissata l’udienza preliminare dell’inchiesta sulla gestione dell’autodromo a carico dei primi 17 indagati, fra cui i direttori tecnico e sportivo dell’autodromo, Giorgio Beghella Bartoli e Enrico Ferrari. I capi di imputazione sono una ventina e vanno dalla costituzione di fondi neri, all’evasione tributaria, alla turbativa d’asta, all’occultamento doloso dei difetti della pista, a danni ambientali a carico del Parco, dalla corruzione al falso, fino all’usura. Due costruzioni abusive alle porte dei paddock sono state recentemente smantellate e per puro caso non si sono verificati incidenti piu’ gravi durante l’ultima edizione della superbike a causa di bolle createsi sull’asfalto.  Il problema era ben noto ai dirigenti che hanno invece preferito non intervenire. In Germania intanto, anche Bernie Ecclestone e’ accusato di corruzione: avrebbe versato in nero 44 milioni di dollari a un banchiere per pilotare la vendita di azioni del circo della F1. 
Ma viene da chiedersi: e se l’ex Presidente del CdA Sias non avesse presentato esposto-denuncia alla Procura, noi cittadini non avremmo saputo nulla delle ipotizzate malversazioni? Dove sono le Amministrazioni Comunali di Monza, Biassono e Milano? Chi deve controllare i propri dipendenti? Il rinvio a giudizio interessa alcuni esponenti di rilievo della Sias, alcuni dipendenti e alcuni collaboratori esterni della stessa nonchè cinque di Pubblici Ufficiali tra cui 2 dirigenti ed un funzionario del Comune di Monza, che avrebbero avuto un ruolo determinante nella faccenda della costruzione di un nuovo impianto di distribuzione stradale di carburanti.
Ma viene da chiedersi: contro che organizzazione stavamo combattendo noi del Comitato quando ci siamo battuti contro la costruzione di questo distributore? Il Comitato combatteva per una causa giusta a difesa dell’integrità del Parco Storico di Monza mentre alcuni Pubblici Ufficiali di Monza lavoravano a distruggerlo.
E viene ancora da chiedersi: ma allora prima di questi recenti e gravissimi capi di imputazione, la gestione del Bene Pubblico Parco è stata sempre cristallina?

La squallida vicenda sollecita ulteriori riflessioni sul danno che essa rappresenta per la città. Se, infatti, come affermano i  sostenitori della pista, quello dell’autodromo è un marchio importante, è indubbio che l’inchiesta in corso ha messo in luce  una realtà di corruttela che costituisce un danno evidente all’immagine della città oltre che degli organizzatori.Ci aspettiamo, quindi, che i sindaci di Monza e di Milano (proprietari dell’impianto) e i vertici di Aci e Sias (suoi gestori) si costituiscano, al momento opportuno, parte civile nel procedimento in corso, rivendicando il danno all’immagine subito, chiedendo un congruo risarcimento  che dovrà essere utilizzato per investimenti a favore del Parco di Monza.

Conscia di essere uno strumento nelle mani del patron della F1, la Sias sta correndo ai ripari ammantandosi di finalita’ ambientaliste, effimere quando fuorvianti.  L'agenzia Ansa, infatti, ha recentemente pubblicato la notizia di un accordo tra Aci ed Ecostore. L’operazione, patrocinata dal Ministero dell’Ambiente, prevede progetti nel settore dei biocarburanti e delle energie rinnovabili, e la promozione di azioni di tutela ambientale. Verranno infatti piantati 10.000 alberi per compensare le emissioni di C02 del gp. A Monza? No, in Alaska e Madagascar. Dubitiamo che qualcuno potra’ andare in Alaska o Madagascar a verificare. In ogni caso, la compensazione non annulla il fatto innegabile che l’inquinamento prodotto dall’attività motoristica all’interno del Parco ha provocato e continuerà a provocare danni al patrimonio naturalistico, come dimostra la constatazione che la zona del Parco in cui gli alberi sono in condizioni peggiori è proprio quella dell’autodromo. A ciò si associa poi la tendenza  dell’autodromo, ma anche del golf, a gestire le aree in concessione non nell’interesse naturalistico (conservando i boschi, le siepi, etc.) bensì nell’interesse dei loro introiti economici. Inoltre, la convenzione tra Sias e Comuni di Monza e Milano, sottoscritta nel 2008 e oggetto di un ricorso al TAR, prevede la piantumazione annua di 600 di alberi per mitigare l’impatto dell’impianto (art. 4/6). Dal 2008, dovrebbero quindi essere stati già piantati 3600 alberi aggiuntivi: è stato fatto? Chiediamo dunque al Consorzio di informare la cittadinanza in merito a queste piantumazioni, tenendo conto che, comunque, non avrebbe senso piantumare “a caso” visto che il Parco è stato progettato con un preciso disegno paesaggistico che va rispettato.

Per tutte queste ragioni riteniamo molto grave che Ecostore si sia prestata a questo trucco e, raccogliendo quanto è stato suggerito da molti suoi clienti, il Comitato per il Parco A. Cederna invita coloro che desiderano tutelare il complesso Parco/Villa a boicottare Ecostore e annuncia che attivera’ presto un mail bombing di protesta all’azienda che, con questa azione, ha vanificato in un colpo la sua ispirazione “ecologica”.

Per quanto riguarda il ricorso da noi presentato assieme alle sezioni regionali di Legambiente, Italia Nostra e WWF Italia,  finalmente è stata fissata la prima udienza al TAR il 28 novembre. Dato che sono passati 5 anni, ne ricordiamo i termini essenziali, riassumibili nei seguenti punti:
Ø       la concessione è stata affidata a trattativa privata senza il necessario svolgimento di una gara; la gara  internazionale avrebbe premiato proposte di gestione dell’impianto più rispettose del contesto storico-ambientale in cui è inserito;
Ø       la concessione avrebbe dovuto essere rilasciata a un canone commisurato al valore di mercato dell’impianto; il canone annuale di 800mila euro appare ridicolo rispetto alla consistenza delle strutture date in concessione e al loro intensivo utilizzo commerciale;
Ø       il Piano Territoriale del Parco della Valle del Lambro – di cui il Parco di Monza è parte integrante – impone l’abbattimento delle fatiscenti sopraelevate della vecchia pista di alta velocità abbandonata da quarant’anni e considerata un obbrobbrio anche sotto il profilo ingegneristico fin dalla sua realizzazione; la nuova concessione ne prevede il mantenimento impedendo così la liberazione di aree verdi pregiate e l’interruzione di una visuale prospettica che fa parte del disegno originario del Parco, ideato dall’architetto Luigi Canonica; le associazioni richiedono, invece, il recupero all’esclusivo uso pubblico dei 60 ettari di boschi e prati interclusi che sono di nessuna utilità per lo svolgimento delle competizioni motoristiche;
Ø       la concessione non pone alcun freno alle rilevantissime emissioni acustiche; le norme vigenti, impongono, invece, il monitoraggio delle emissioni e l’attuazione di interventi specifici per eliminare o, comunque, ridurre l’impatto acustico del circuito;
Ø        a differenza di quanto è imposto per qualunque contratto stipulato con un ente pubblico, il concessionario di un bene della rilevanza dell’autodromo di Monza non è obbligato, secondo quanto previsto dalla nuova concessione, a fornire alcuna cauzione finanziaria ai comuni. La cauzione è, al contrario, l’unico strumento in grado di garantire l’effettivo e puntuale adempimento degli obblighi contrattuali compresa la manutenzione degli spazi verdi.
Ø       la concessione pone anche gravi problemi sotto il profilo della responsabilità contabile degli amministratori che l’hanno approvata. In primo luogo, la quantificazione risibile del canone provoca un grave danno erariale per i comuni di Monza e di Milano che sono proprietari dell’impianto; in secondo luogo, le amministrazioni proprietarie non hanno provveduto a esigere il rilevante credito nei confronti della concessionaria derivante dall’obbligo di abbattimento delle sopraelevate posto a suo carico nella precedente convenzione e mai eseguito.

Un ulteriore elemento di conferma della incompatibilità fra la pista e il Parco concerne la questione del rumore che produce e il Piano di Zonizzazione Acustica (PZA) recentemente approvato; 3 sono gli aspetti salienti: a) le fasce di decadimento acustico intorno alla pista; b) i controlli tecnici da parte dell’Amministrazione comunale; c) il numero di deroghe previsto nel PZA per le attività cosiddette “a scarico libero” nel circuito monzese.

a) il PZA prevede che vengano avviati e sviluppati i cosiddetti Piani di Risanamento Acustico per quelle aree che non rispondono ai limiti di Legge. Per l’autodromo il PZA ipotizza la realizzazione di tre Fasce di Decadimento acustico di varia larghezza (40 -50 - 80 metri circa) intorno alla pista in modo che fuori dall’ultima fascia il rumore sia compatibile con il livello acustico previsto per il Parco di Monza (50 decibel di giorno - 40 decibel di notte).
A tutti gli addetti ai lavori e alle persone di buon senso è noto che è tecnicamente impossibile realizzare qualsivoglia intervento nelle tre fasce di decadimento acustico sia per motivi tecnici che fisici e soprattutto per il fatto che lo storico complesso monumentale del Piermarini e del Canonica noto ai più come Parco e Villa Reale di Monza, che ospita l’autodromo, è protetto da specifiche Leggi Nazionali di salvaguardia dei Beni Architettonici, Ambientali e Culturali. 
La irrealizzabilità di interventi mitigatori passivi dell’inquinamento acustico prodotto dall’impianto motoristico è stata confermata sia dal Comitato Tecnico Scientifico nominato dal Comune di Monza il 5 giugno 1992 sia dal Consulente Tecnico di Parte della Sias nella sua relazione tecnica del 2003 inclusa nel documento “Classificazione Acustica del Territorio di Biassono”.
Proposta/richiesta del Comitato al Sindaco di Monza: drastica riduzione delle gare rumorose ottenuta tramite forte limitazione delle deroghe e tramite controlli fonometrici molto frequenti e non-programmati effettuati sul perimetro esterno dell’impianto da Ente qualificato e terzo.

b) per il monitoraggio delle attività in pista i Comuni di Monza e di Biassono hanno incaricato lo stesso gestore dell’autodromo il quale ha sistemato da tempo un fonometro lungo la via Parco all’altezza della Curva cosiddetta di Biassono e uno presso la Scuola di Via Martin Luther King di Biassono (non sappiamo se quest’ultima è ancora operativa ma è irrilevante). Quindi: il controllore che controlla se stesso. Esponenti di questo Comitato hanno dimostrato in sede penale (1995) e in sede civile (2006) con due diverse CTU (Consulenze Tecniche d’Ufficio)  che i livelli di inquinamento acustico sono eccedenti i limiti di Legge per le gare più importanti che si svolgono in pista. Nonostante dal 1995 al 2006 le Amministrazioni Comunali di Monza e di Biassono fossero al corrente di quanto stava avvenendo, con ampia e documentata dimostrazione, in Pretura e in Tribunale, non sono mai intervenute presso il gestore dell’impianto a difesa dei diritti dei propri cittadini nè per assumersi in proprio (o tramite ARPA) il controllo diretto dell’inquinamento acustico.
Richiesta del Comitato al Sindaco di Monza: ridare dignità al Parco e alla Villa Reale di Monza riducendo drasticamente le emissioni rumorose provenienti dall’autodromo, avviando sin da subito e comunque non oltre Gennaio 2014 una convenzione per i controlli fonometrici con Ente terzo affiancato da Pubblico Ufficiale per l’immediata sanzione e sospensione dell’attività rumorosa eccedente i limiti di Legge. I controlli “estemporanei” vanno effettuati in zone diverse del Parco durante le attività non soggette a deroghe.

c) il PZA inserisce l’autodromo tra le aree nelle quali è ammessa deroga per attività temporanee. Come ampiamente dimostrato durante i due procedimenti penale (1995) e civile (2006) l’impianto monzese non esercita attività  temporanea ma continuativa lungo tutto l’arco dell’anno tanto è vero che il PZA lo ha inserito in Classe V: Area prevalentemente industriale.  Come tale , tecnicamente parlando, in quanto impianto fisso non mobile nè provvisorio non può avvalersi della procedura di deroga prevista per le attività temporanee quali quelle ad esempio dei cantieri, i concerti in piazza o allo Stadio, ecc.  Per questo motivo il Comitato per il Parco ritiene che il numero di 26 giorni di deroga al rumore che, in base al PZA, il Sindaco di Monza potrà concedere al gestore dell’autodromo è oltrechè illecito (per quanto emerso dalle 2 CTU menzionate) anche eccessivo, soprattutto se si considera che le due manifestazioni più rilevanti (GP e SBK) necessiterebbero al massimo di 6 giorni.
Richiesta del Comitato al Sindaco di Monza: forte limitazione delle deroghe concesse a Sias, ancorchè non legittime,  da 26 a massimo 10 giorni all’anno.

Per salvare il salvabile, per scongiurare il concreto rischio di ulteriori erosioni al Parco ad opera dell’autodromo ed evitare lo spreco di danaro pubblico dei cittadini della Regione Lombardia per finanziare il circo della formula uno, il Comitato per il Parco A. Cederna chiede ancora una volta ai nostri amministratori di scegliere un diverso orientamento sicuramente più lungimirante e meno miope (visto a cosa è ridotto il circo della formula uno e delle gare motoristiche in generale al giorno d’oggi), ossia puntare sul vero valore civico, culturale e, in prospettiva anche economico della città e della regione rappresentato dal complesso paesaggistico, naturale monumentale del Parco, della Villa e dei Giardini Reali. Un primo passo in questa direzione sarebbe la promozione di iniziative politiche volte al rifinanziamento dei fondi per il Parco e la Villa già previsti dalla Legge Regionale 40/95.  Se il mantra di ogni amministrazione per giustificare la scarsa manutenzione del Parco e la svendita della Villa Reale e’ sempre stato “non ci sono soldi” chiediamo che si attivino per reperire fondi, visto che i possibili fondi che avrebbero potuto pervenire grazie ad un patrocinio da parte di Unesco sono svaniti proprio a causa della presenza dell’autodromo ritenuta incompatibile. Nel 2009 il  Direttore Generale aggiunto dell’Unesco, Françoise Rivière, ha spiegato così le ragioni del loro rifiuto a includere il  Parco di Monza tra i siti patrocinati:  “L’autodromo? Come una centrale nucleare.  La Villa Reale ha tutte le caratteristiche per entrare nella lista ed essere considerata un bene di valore, ma la presenza dell’autodromo nel suo Parco è stata un ostacolo e lo è tuttora”.
Crediamo, per il bene del Parco e della Città, che si debba raccogliere l’invito sotteso alle sue parole e fare del Parco di Monza un  Parco d’Europa. 

martedì 28 maggio 2013

VILLA REALE - istanza al Sindaco e alla Giunta



Il gruppo "La Villa Reale è anche mia" ha tenuto in data 28.5.13 una conferenza stampa per esprimere i dubbi e le preoccupazioni dovuti al silenzio calato sui lavori in corso alla Villa Reale di Monza ed alla sua futura destinazione.
Il gruppo pone domande alla Giunta ed al Sindaco di Monza e chiede un consiglio comunale aperto per dibattere del tema.

Egregio sig. Sindaco
Egregi Assessori
Egregi Consiglieri

Il comitato la Villa Reale è anche mia, riunitosi per discutere le prossime iniziative, esprime grave preoccupazione per la cortina di  silenzio calata  sugli accadimenti che coinvolgono il futuro della Villa Reale, silenzio sporadicamente  interrotto  da preoccupanti dichiarazioni estemporanee rese dalla impresa costruttrice.
    L'Amministratore Delegato di Italiana Costruzioni ha recentemente dichiarato che parte della Villa sarà adibita a mostra permanente dell'antiquariato disattendendo, pertanto, le legittime aspettative di un suo utilizzo museale. Non risulta inoltre, allo stato, che sia stata presentata alcuna variante al progetto esecutivo che prevedeva la realizzazione del ristorante, cosa che contraddice gli intendimenti  espressi  nelle dichiarazioni alla stampa. Si aggiungano le inquietanti  dichiarazioni concernenti la futura gestione della Villa nella prospettiva - sempre di impronta commerciale - di  utilizzare gli spazi a “mercato dell'arredamento”,  evocativi dei  poco oculati  quanto disastrosi utilizzi passati.
   Si è poi completamente all'oscuro dello stato attuale di avanzamento dei lavori e delle previsioni di realizzo, in spregio a elementari norme di trasparenza. Cosa si sta realizzando all'interno della Villa Reale e come? Vi è certezza che il personale che esegue le attività di restauro sia in possesso dei requisiti necessari? Corrono voci, infatti, secondo cui ci si sta avvalendo dell'operato di studenti: il che può essere certamente qualificante e educativo per questi ultimi, ma non garantisce sulla qualità del restauro di un monumento per il quale, non lo dimentichiamo, si era parlato improvvidamente di una mera ristrutturazione.
   Nessuna iniziativa è stata poi intrapresa per la costituzione di una commissione tecnica di controllo prevista dall'atto costitutivo del Consorzio. Apprendiamo invece di un ulteriore stanziamento di ben € 2.000.000 e, secondo recentissime notizie di stampa di altri 3.000.000, che non si capisce se siano aggiuntivi o se costituiscano una lievitazione dei precedenti, per imprevisti nell’impiantistica (che la Legge Merloni non contempla) e presunti interventi di rimozione di pannelli di eternit che, secondo una indagine su fonti storiche,  interesserebbe solo una minima parte dell'ala sud coinvolta marginalmente nei lavori, cosa che non potrebbe ictu oculi giustificare  siffatta integrazione dei già cospicui fondi elargiti.
    Si aggiunga il rumoroso silenzio sia del gestore sia, purtroppo, delle Amministrazioni (e in primis del Consorzio) in ordine alle auspicate  destinazioni ad attività museali, nonché l'assenza di un  progetto culturale complessivo Villa Reale e Parco  quali  elementi di  un unicum inscindibile del patrimonio storico della città.
   Alla stregua di quanto sopra e di ulteriori considerazioni che ci riserviamo di dettagliare ci pregiamo pertanto rivolgere rispettosa istanza di:

-        fissazione di un incontro a breve per discutere  nel dettaglio le problematiche accennate e per comprendere se la Giunta e il sig. Sindaco (anche nella sua veste di Presidente del Consorzio) intendano intraprendere iniziative  volte a ridisegnare i termini del bando coerentemente con gli impegni assunti  in campagna elettorale e in assonanza  con gli obiettivi del nostro gruppo, forte anche dell'appoggio e del ruolo attivo degli enti  politici di riferimento di questa giunta.
-        fissazione di un Consiglio Comunale “aperto” per un utile confronto sulle predette tematiche.

   Chiediamo, inoltre, che codesta Giunta e il Sindaco si pregino di dare risposte chiare e univoche sulle domande che di seguito riportiamo (e in relazione alle quali gradiremmo avere delle preventive dichiarazioni scritte).

1)     Intende questa Giunta, e il Sindaco anche nella sua qualità di Presidente del Consorzio, promuovere azione politica diretta alla costituzione di una commissione tecnica super partes che verifichi effettività, congruenza e qualità degli interventi eseguiti e da eseguire nella Villa Reale?
2)     Intende questa Giunta, e il Sindaco anche nella sua qualità di Presidente del Consorzio, promuovere iniziative politiche volte alla previsione nel pgt vigente, anche in variante, di vincoli di destinazione  culturale della Villa Reale?
3)     Intende  questa Giunta,  e il Sindaco anche nella sua qualità di Presidente del Consorzio, effettuare un controllo su quali interventi di rimozione dell'amianto siano stati effettuati e accertare la congruità dei costi in relazione ai fondi pubblici assegnati?
4)     Intende questa Giunta, e il Sindaco anche nella sua qualità di Presidente del Consorzi, procedere alla elaborazione di un progetto culturale e ambientale per le attività che verranno svolte all''interno della Villa Reale e nel Parco?
5)     Intende  questa Giunta, e il Sindaco anche nella sua qualità di Presidente del Consorzio, promuovere iniziative volte alla realizzazione di una politica di controllo pubblico sulle attività che verranno svolte all'interno della Villa Reale e nel Parco in modo da assicurare una vera e propria regia pubblica della gestione finalizzata allo sviluppo culturale dei cittadini?
6)     Intende  questa Giunta, e il Sindaco anche nella sua qualità di Presidente del Consorzio, promuovere iniziative politiche volte alla revisione del ruolo della gestione dell'associazione temporanea di impresa vincitrice del bando, e alla valorizzazione del ruolo museale della Villa Reale; e ciò anche in prospettiva di rendere la Villa Reale polo di attrazione culturale in occasione dell'Expo 2015 con coinvolgimento del Comune di Milano?
7)     Intende  questa Giunta, e il Sindaco anche nella sua qualità di Presidente del Consorzio, promuovere iniziative politiche volte alla intensificazione di collegamenti non inquinanti tra l'area urbana milanese e il Parco che scongiuri l’utilizzo esasperato di mezzi privati?
8)     Intende  questa Giunta, e il Sindaco anche nella sua qualità di Presidente del Consorzio, promuovere iniziative politiche volte al rifinanziamento dei fondi per il Parco e la Villa già previsti dalla legge 40?

Ringraziamo per l'attenzione e in attesa porgiamo cordiali saluti.

I delegati

Bianca Montrasio
Roberto D'Achille


Monza, 28 maggio 2013.

domenica 7 aprile 2013

PULIZIE DI PRIMAVERA AI GIARDINI DELLA VILLA REALE - le ragioni della partecipazione dei Comitati



La nostra partecipazione all’iniziativa organizzata dal Comune di Monza intende ribadire innanzitutto il diritto del cittadino alla conoscenza di tutte le scelte della Pubblica Amministrazione sui beni comuni.

Su questo patrimonio, appartenente a tutta la collettività, la cittadinanza ha il diritto di esercitare sia il controllo sia la libera fruizione secondo il disposto costituzionale e le norme vigenti, evitando che all’interesse comune si sovrapponga o addirittura si sostituisca l’interesse particolare e speculativo di pochi.

In particolare ci preoccupa il rumoroso silenzio degli enti amministrativi sul destino della Villa Reale, dei suoi Giardini e del Parco. A tutt’oggi non è chiaro che cosa si intenda fare in tali spazi e poco si sa su come procedano i lavori di restauro e quali saranno le effettive destinazioni.

Con questa partecipazione intendiamo richiamare i doveri di controllo della Pubblica Amministrazione sul complesso Villa Reale Giardini e Parco e rivendichiamo il ruolo attivo dei cittadini non solo nell’uso ma anche nella conservazione e nel rispetto dei Giardini Reali che, quale patrimonio inscindibile dalla Villa Reale e dal Parco, costituiscono una straordinaria risorsa culturale e storica da valorizzare e preservare.

martedì 12 marzo 2013

I concerti rock nel Parco probabilmente non si faranno.



Non vi è ancora nulla di certo, ma voci di corridoio escludono i paventati concerti rock nel Parco di Monza.

Sarebbe la Vivo s.r.l., la società organizzatrice del gruppo Warner, ad avere receduto dal progetto, in considerazione del ritorno di immagine negativo testimoniato dalle molte espressioni contrarie di cittadini, associazioni, comitati e forze politiche.

Inoltre Vivo avrebbe scartato l’opzione dell’autodromo, perché non interessata, ed anche lo stadio Brianteo, perché non in grado di ospitare un numero sufficiente di spettatori, che Vivo ha indicato dovere essere almeno 30.000 per raggiungere il punto di pareggio in bilancio.

Siamo lieti di apprendere che questo ennesimo attentato all’integrità del Parco sarebbe stato scongiurato; ma non lo saremmo per il modo col quale vi si sarebbe giunti.

Riteniamo infatti grave che il Consiglio di Gestione del Consorzio abbia dato il via preliminare all’operazione con ben due delibere ed il direttore si sia espresso con un parere di regolarità tecnica, in contrasto, a nostro avviso, con lo statuto stesso del Consorzio, che prevede la salvaguardia dei beni conferiti.

Ci auguriamo naturalmente che le voci di corridoio diventino ufficiali, poiche’ il nostro obiettivo è quello di ottenere l’ annullamento dei concerti rock nel Parco di Monza, e quindi delle relative delibere.



(in ordine alfabetico)
Comitato Basta Cemento,
Comitato Beni Comuni Monza e Brianza, 
Comitato per il Parco A. Cederna, 
Comitato “La Villa Reale e’ anche mia”, 
Italia Nostra, Monza, 
Legambiente, Monza, 
Lista Civica Citta’ Persone,
Movimento 5 Stelle Monza, 




giovedì 31 gennaio 2013

IL PARCO NON E' UNO STADIO



Con delibera n. 25 del 17.9.12, il Consiglio di Gestione del Consorzio, presieduto dal Sindaco di Monza, ha rinviato  l’approvazione relativa alla realizzazione della rassegna musicale della società Vivo s.r.l. del Gruppo Warner. Il rinvio è stato deciso subordinandolo alla verifica della possibilità di tenere questa serie di manifestazioni all’interno dell’autodromo.

Dal documento disponibile sul sito del Consorzio, apprendiamo che si tratta di una serie di 3/5 grandi concerti con una presenza di 30.000/40.000 spettatori ciascuno, con possibilità di campeggio.
I concerti si terrebbero nel prato del Roccolo ed il campeggio in quello della Gerascia.
La manifestazione si ripeterebbe negli anni successivi

Il Comitato per il Parco A. Cederna intende ribadire il totale dissenso a ospitare eventi di così devastante impatto per l’ ecosistema del Parco.

Il Comitato ricorda al Sindaco e agli altri componenti del Consiglio di Gestione che l’area del Roccolo è stata riqualificata nel 2006 grazie ad un finanziamento di 6.000 $ che il Comitato stesso aveva ottenuto dalla società statunitense Patagonia® e che aveva devoluto all’amministrazione per i lavori di piantumazione.

Tali aree sono altresì prossime ad altre due, che sono state oggetto pochi anni orsono di riqualificazione arborea e che necessitano quindi di tutela.

Chiediamo quindi al Sindaco di escludere categoricamente la possibilità di poter allestire questo genere di manifestazioni nel Parco ed eventualmente proporre all’organizzatore l’unica alternativa possibile, ovvero lo stadio Brianteo.

mercoledì 19 dicembre 2012

Golf e Autodromo, il sindaco fa il punto sulla vicenda Ici



Golf e Autodromo, il sindaco fa il punto sulla vicenda Ici

Voglio approfittare della sollecitazione del Comitato per il Parco per confermare quanto avevamo già comunicato, e cioè che l’amministrazione si è già attivata per richiedere al Golf Club Milano il pagamento dell’Ici arretrata.
Il gestore del golf si è opposto alla richiesta dell’amministrazione ma la Commissione tributaria ha dato ragione al Comune di Monza. La società ha presentato appello alla Commissione tributaria regionale. L’udienza dovrebbe tenersi nei primi mesi del 2013. A prescindere dai tempi, rimane inalterata la volontà della nostra amministrazione di chiedere quanto è dovuto, tant’è che al gestore del golf era già stato chiesto di effettuare il pagamento di tale tributo.
Per quel che riguarda l’Autodromo, si tratta di un bene di proprietà del Comune affidato in concessione alla Sias, in seguito alla stipula di una apposita convenzione siglata tra le parti nel 2009. Su questo aspetto la convenzione citata, predisposta dalla precedente amministrazione, stabilisce che le imposte siano a carico del Comune.
A questo proposito ho chiesto al Segretario generale del Comune e agli uffici tributi di predisporre una verifica formale per sapere se la specifica disposizione prevista in convenzione sia legittima e corretta.
Non appena avremo i risultati di questa ricognizione sarà mia premura comunicare tempestivamente alla città come stanno realmente le cose.

Roberto Scanagatti
Sindaco di Monza

Monza, 17 dicembre 2012

venerdì 14 dicembre 2012

QUALCHE IDEA PER RECUPERARE SOLDI DOVUTI ALLE CASSE COMUNALI



In tempi di versamento dell’IMU, il Comitato per il Parco A. Cederna vuole ricordare ai cittadini e agli Amministratori che qualche milione di euro potrebbe entrare nelle casse comunali se venissero riscossi i cinque anni di arretrati ICI (la precedente imposta sugli immobili) che il Golf Club Milano e la SIAS devono per tutta la parte nord di Parco che complessivamente hanno in concessione (circa un terzo del Parco).

Nel giugno scorso il Golf Club Milano ha perso il ricorso alla Commissione tributaria contro la richiesta di pagare l’ICI non versata per un importo di circa 800.000 euro. Non sappiamo se la società abbia fatto ricorso contro la sentenza di primo grado e  chiediamo ai nostri Amministratori a che punto e’ l’iter di riscossione. Ricordiamo che tutti, e non solo il comune cittadino, sono tenuti a corrispondere il tributo dovuto alle casse comunali entro i termini prestabiliti.

Ben superiore risultera’ essere l’importo che la SIAS dovrà versare per l’ICI su tutti gli immobili da questa costruiti (circa 16, fra i quali: una palazzina con 700 mq di salone, 14 terrazzi  e più di 20 sale, l’edificio di due piani che accoglie i box, una terrazza da 5 mila mq e una sala stampa da 600 posti), ma mai accatastati, negli ultimi 50 anni. La giunta Mariani aveva affidato le procedure di accatastamento alla stessa SIAS «per ragioni di urgenza», ma è passato più di un anno e non se ne sa più nulla. Vorremmo ora sapere se dette procedure sono state ultimate e se l’iter di recupero del dovuto e’ ora in fase di attuazione e a quanto, quindi, ammonterà l’IMU sul valore degli immobili regolarizzati al Catasto.

In questo periodo di ristrettezze a causa del patto di stabilità, riscuotere questi importanti tributi dovrà essere un impegno improcrastinabile per l’Amministrazione. Impegno che darà anche un segnale positivo di equità di trattamento al comune cittadino/lavoratore, al quale non vengono concesse deroghe o sconti.

mercoledì 28 novembre 2012

DISTRIBUTORE NEL PARCO – la partita non e’ chiusa




A seguito delle domande da parte di molti suoi iscritti circa l’esito della petizione sottoscritta tempo fa per scongiurare la costruzione di un distributore ad uso stradale nel Parco, il Comitato Parco A. Cederna ha ritenuto opportuno invitarli a rivolgere queste domande direttamente al Sindaco e agli Assessori competenti.

La risposta degli iscritti al comitato non si e’ fatta attendere, come vediamo da un articolo apparso su Monzatoday.

“Distributore, pioggia di mail. Scanagatti: "Non nel Parco, si nell'Autodromo"
Dopo la pioggia di mail spedita in Comune, la risposta del sindaco che conferma il no al distributore. Montrasio: "Non aggiungere danno a danno Le parole del sindaco potrebbero essere un modo diplomatico di mantenere la posizione - commenta - Ma come associazione, vogliamo ribadire che 'Autodromo è parte del Parco, non un corpo estraneo: non ci sembra il caso di aggiungere danno a danno. A nessuno verrebbe in mente di sperimentare nuovi carburanti a Versailles".

Il Comitato ha inviato questo comunicato stampa:
“Desideriamo ringraziare il Sindaco per la pronta e cortese risposta ai cittadini che sono stati da noi invitati a inviare una richiesta di chiarimenti circa lo stato della questione “Distributore nel Parco”.

Cio’ premesso, non possiamo ritenere del tutto rassicuranti le spiegazioni fornite.
Il Sindaco afferma che del cantiere per la realizzazione del distributore non c’e’ traccia. Purtroppo, dalla foto che alleghiamo, scattata sabato 24.11.12, si puo’ vedere che il cartello sulla recinzione del cantiere c’e’ ancora.

Desideriamo sicuramente, come gia’ fatto in passato, riconoscere a questa Amministrazione il delicato lavoro di contrasto del progetto, ad autorizzazione gia’ concessa in precedenza. Tuttavia, le ragioni per le quali la realizzazione dell’intervento non sarebbe possibile, vengono esplicate al condizionale, e quindi non del tutto escluse.
Con l’occasione invitiamo di nuovo l’Amministrazione ad esaminare il suggerimento fornito durante l’incontro del 23 luglio a proposito della sentenza n. 179 dell’11 luglio 2012 con la quale la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 49 comma 3 lettera b del D.L. 31 maggio 2010 n. 78. 

Dobbiamo invece dissentire in merito all’opportunita’ di consentire sperimentazioni nel settore dei combustibili, anche di quelli “puliti”, all’interno dell’autodromo, area in concessione alla Sias ma pur sempre ubicata all’interno di un contesto, il Parco,  soggetto a leggi di tutela ambientale che dovrebbero – e qui anche noi dobbiamo usare il condizionale – evitarne un ulteriore degrado. Consentire questo tipo di sperimentazioni nell’area, potrebbe comportare inevitabilmente ulteriori necessita’ di edificazione di strutture che, invece, dovrebbero essere disincentivate.

Distinti saluti.

Comitato per il Parco A. Cederna
Il presidente, Bianca Montrasio

p. s.: i cittadini sono stati invitati a richiedere precisazioni alle Autorità competenti attraverso il seguente messaggio:

Gentile sottoscrittore,
ancora una volta abbiamo bisogno del suo aiuto.
Come forse sapra’, alcuni mesi or sono la cittadinanza si era mobilitata contro la costruzione di un distributore di carburanti ad uso pubblico all’interno del Parco di Monza. Poiche’ il progetto non e’ stato ancora definitivamente accantonato e l’autorizzazione a costruire e’ tuttora valida, chiediamo il suo supporto nel chiedere agli Amministratori delle risposte piu’ precise al riguardo.
Cliccando sul link ……….. lei potra’ inviare direttamente agli Amministratori coinvolti un messaggio di richiesta chiarimenti.
La ringraziamo ancora una volta per il sostegno alle nostre azioni.
Cordiali saluti.
Comitato per il Parco A. Cederna

Purtroppo il testo completo della richiesta chiarimenti, che avrebbe dovuto apparire dopo la frase: “cliccando sul link” e che era ben visibile all’atto dei vari test preliminari, per cause puramente tecniche, non e’ apparso a tutti i sottoscrittori in chiaro. Il Comitato ha gia’ provveduto a inviare una risposta a coloro che, giustamente, hanno rilevato e segnalato l’inconveniente.



venerdì 26 ottobre 2012

CHIUSO IL NOLEGGIO BICICLETTE NEL PARCO



Apprendiamo dalla stampa locale che è stato chiuso il noleggio bici di Cascina Bastia al Parco di Monza: la concessione è scaduta il 30 settembre scorso.

La Bastia dovrà essere sottoposta, sappiamo, ad interventi di sistemazione. Per questo motivo, il servizio è stato sospeso. In realtà, si potrebbe trattare di una lunga sospensione, dato che al momento gli enti preposti alla partita non hanno ancora preso delle decisioni in merito al futuro della struttura e delle attività che ospitava.
Non si si sa ancora se verranno fatti due bandi distinti (uno per i lavori di riqualificazione e uno per la gestione del noleggio) oppure un bando unico per affidare ad un solo soggetto privato manutenzione e noleggio.

La questione merita l'attenzione generale degli amministratori monzesi.
Il noleggio bici ha acquisito sempre di più, nel tempo, valore di prezioso presidio, diventando altresì gradito servizio per molti abituali frequentatori del Parco e per visitatori estemporanei; per entrambe queste categorie la notizia non sarà certamente gradita. Riteniamo che il recupero del complesso monumentale della Villa Reale e del Parco di Monza non possa prescindere dal mantenimento di un noleggio biciclette nella Cascina Bastia.

Per gli storici gestori la chiusura significa l'immediata perdita del posto di lavoro. Con scarse prospettive per il futuro. La ormai ex-responsabile del servizio ha dichiarato la propria disponibilità a partecipare a eventuali bandi, ma la possibile introduzione del "bike sharing"- girano voci in tal senso - rende molto improbabile la partecipazione degli storici gestori a una gara. In merito si osserva che l’ipotesi del bike sharing non ha molto senso nel Parco dove molti arrivano con le proprie bici e per gli altri fa comodo noleggiare una bici, magari quella a 4 posti per famiglie e per far divertire i bimbi. Il bike sharing non è assolutamente indicato: mezzi esposti al vandalismo, alla pioggia, all'umidità, difficoltà di reperire il biglietto da parte dei visitatori del Parco non-monzesi, ritorno economico dell'investimento, e quant’altro.

Riteniamo doveroso un intervento che permetta di far proseguire l'attività con un regime transitorio. Ciò anche in virtù di tempi sicuramente non brevi tra definizione del bando e lavori di riqualificazione della Bastia.

Non è tutto. Non vorremmo che la Bastia diventasse il primo tassello di quel pericoloso mosaico di cui si sente ogni tanto parlare. Non è un mistero che ci sia la prospettiva di cedere la gestione complessiva delle attività nel Parco di Monza a un unico ente privato. La formula, definita "global service" metterebbe nelle mani di un solo soggetto molti servizi, dalla cura del verde alla gestione delle strutture. Si tratta di un'ipotesi da rigettare, per vari motivi:
- possibile scadimento dei servizi. Impossibile e improprio che un solo ente privato possa avere competenze a 360°; ne deriverebbe l'immancabile subappalto al risparmio.
- perdita di importanti competenze e professionalità. L'Amministrazione Parco ha dimostrato negli anni di saper operare al meglio, pur tra mille ristrettezze e difficoltà; i dipendenti - il cui futuro è tuttora da definire dopo l'arrivo del Consorzio Parco e Villa Reale - hanno anche acquisito quell'importante patrimonio che possiamo chiamare memoria storica. 
- ricadute globali. In caso di fallimento o di inadempienza della società prescelta, le conseguenze non sarebbero puntiformi ma interesserebbero il Parco nel suo insieme.
- perdita di posti di lavoro. La distribuzione dei servizi su più enti e significa anche maggiori possibilità occupazionali.

lunedì 15 ottobre 2012

INDAGATO A.ROGNONI, DIRETTORE GENERALE DI INFRASTRUTTURE LOMBARDE, RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO RELATIVO AL BANDO DELLA VILLA REALE DI MONZA



Antonio Rognoni, direttore generale di Infrastrutture Lombarde, responsabile del procedimento amministrativo relativo al bando della Villa Reale, è indagato dalla Procura milanese  per turbativa d'asta in merito a un appalto per parte dei lavori per l'Expo 2015.
Alcuni stralci da articoli di

Repubblica Milano.it

“Indagati i vertici di Infrastrutture lombarde per turbativa d’asta. Nel mirino dei pm è finito il secondo bando aggiudicato con un ribasso record del 41 per cento. Dopo l’appalto assegnato da Metropolitana Milanese per la pulitura dell’area di Rho-Pero dove si svolgerà Expo 2015, anche la gara che ha assegnato i lavori della piastra dell’Esposizione universale del 2015 è sotto inchiesta da parte della magistratura.”….. “I pubblici ministeri Antonio D’Alessio e Paola Pirotta, del pool specializzato in reati contro la pubblica amministrazione guidato dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo, hanno inviato la Guardia di finanza nella sede di Infrastrutture Lombarde - controllata dalla Regione - che ha assegnato i lavori per la realizzazione della piastra - l’ossatura su cui verrà creata la piattaforma all’Associazione temporanea d’imprese guidata dalla società per azioni 'Ing. E. Mantovani'. Il valore dei lavori era stimato in circa 270 milioni di euro, ma la cordata vincente - tra nove offerte - se l’è aggiudicata con un ribasso pari al 41 per cento.”…..
”Per questo appalto - e altri bandi come quello per il piano di trasformazione urbana di Pieve Emanuele successivo all’abbattimento delle torri dell’ex Enpam - sono indagati - tra gli altri - il direttore generale di Infrastrutture Lombarde Antonio Rognoni, ritenuto molto vicino a Formigoni, il responsabile dell’Ufficio Gare Pier Paolo Perez, l’avvocatessa Carmen Leo. L’ipotesi di reato è la 'turbata libertà del procedimento di scelta del contraente'. Si sospetta, insomma, che il bando sia stato confezionato su misura dei vincitori. Con l’imputazione di turbativa d’asta, a maggio, era stato aperto un fascicolo sul primo appalto di Expo 2015, quello per la 'rimozione delle interferenze' sull’area di Rho-Pero, vinto dalle Cmc, Cooperativa muratori e cementisti, di Ravenna.”

E Lettera43
“Secondo fascicolo d'inchiesta sui cantieri milanesi in vista dell'Expo 2015.
Dopo le indagini per turbativa d'asta sul primo appalto, quello per la pulitura dell'area di Rho-Pero, un'ulteriore inchiesta è stata avviata a proposito della gara che ha assegnato i lavori della piastra dell’esposizione universale.
GDF DA INFRASTRUTTURE LOMBARDE. I pubblici ministeri Antonio D’Alessio e Paola Pirotta hanno mandato la guardia di finanza nella sede di Infrastrutture lombarde, responsabile dell'assegnazione dei lavori dell'ossatura sulla quale sorgerà la piattaforma Expo all’associazione temporanea d’imprese guidata dalla società per azioni 'Ingegner Mantovani'.
RIBASSO DEL 41%. Il valore dei lavori era stimato in circa 270 milioni di euro, ma la cordata vincente tra le nove contendenti se l’è aggiudicata con un ribasso pari al 41%. Motivo per cui  sono stati iscritti al registro degli indagati, con l'ipotesi di turbativa d'asta, tra gli altri, il direttore generale di Infrastrutture Lombarde Antonio Rognoni, ritenuto molto vicino a Formigoni, il responsabile dell’ufficio gare Pier Paolo Perez, l’avvocatessa Carmen Leo.
Il sospetto degli inquirenti è che il bando sia stato predisposto su misura per i vincitori.”

martedì 18 settembre 2012

LA SIAS CI PROVA: edificati alcuni bungalows abusivi nel Parco.








E’ di questi giorni la notizia che il Parco Valle Lambro ha irrogato una sanzione di 18.000 euro alla SIAS (società concessionaria dell’autodromo) per l’edificazione abusiva di alcuni bungalows (v. foto).
L’infrazione era stata rilevata durante un’ispezione dalle Guardie Ecologiche Volontarie (GEV) dell’Ente Parco Valle Lambro.
      

martedì 11 settembre 2012

NON BIGLIETTI MA PROGETTI



COMUNICATO STAMPA DEL COMITATO PARCO A. CEDERNA

Primo punto: 90 anni di autodromo nel Parco

Per il Parco l’insediamento dell’autodromo ha voluto dire devastazione certa e lo aveva ben capito il direttore del Cittadino che nell’editoriale del 9 marzo del 1922 titolava “L’agonia del Regio Parco” soffermandosi su cosa avrebbe comportato questa presenza ingombrante nel grande Parco storico. Sin da subito i gestori si sono rivelati contraenti inaffidabili e inadempienti e gli esempi storici documentati sono molteplici.

Come Comitato per il Parco nel 96 abbiamo pubblicato una parte dei documenti che testimoniano tale comportamento, che non si è arrestato ma anzi è proseguito nel tempo, come attestano i molteplici casi di interventi realizzati senza previa autorizzazione, sanati ex post o del tutto abusivi: basti ricordare la tribuna Goodyear, che attualmente rende 370 euro a biglietto alla società. Tribuna periodicamente sequestrata e dissequestrata.

Dall’altra parte, il Parco ha subito la devastazione conseguente alla presenza di tifosi che fino a pochi anni fa, come testimoniato dalle foto del 2007, si mostravano inconsapevoli del valore storico e paesaggistico del Parco. Il grande lavoro pedagogico svolto da diverse persone, tra cui le GEV e il Comitato Parco, ha consentito di contenere questo impatto devastante. Se avessimo atteso che la Sias si muovesse in questa direzione saremmo ancora qui a lamentare chiodi nei tronchi e abbattimento di alberi. Lo stesso ragionamento vale anche per i parcheggi fuori dall’area in concessione e per i campeggi nel Parco. Ora il piano parcheggi funziona perché sono state individuate aree esterne al Parco e abbiamo ottenuto che non fossero più consentiti parcheggi nei prati del Parco esterni alla concessione.
Siamo così riusciti a contenere i danni ma non siamo ancora riusciti a ottenere che i gestori dell’autodromo si comportino in maniera responsabile nei confronti del bene dato loro in concessione. Le recenti inchieste della magistratura vedono coinvolti i gestori dell’autodromo per false fatturazioni, corruzione e tangenti, contribuendo a dare della città un’immagine non certo edificante.

Abbiamo dovuto costantemente segnalare alle amministrazioni tentativi, anche riusciti, di edificazioni, asfaltature e quant’altro che l’autodromo mette in atto sovente senza neppure darne comunicazione agli enti proprietari,  i quali hanno troppo spesso  privilegiato la convinzione che l’autodromo fosse il fiore all’occhiello di Monza e portasse un indotto significativo per la citta’. Su questo aspetto precisiamo che è dal 1994 che chiediamo alla Camera di Commercio di fare un’indagine seria con l’Università per confermare o smentire le cifre roboanti che vengono lanciate e che mancano di verifica. Per ridimensionare queste cifre basterebbe ricordare che la dotazione alberghiera della città è rimasta tale da decine di anni e lo stesso possiamo dire per i ristoranti; per quanto riguarda poi il commercio, l’unione commercianti dovrebbe interpellare gli esercenti e chiedersi come mai non si registra un picco delle vendite nei giorni del gp.
Il fatto che Monza sia conosciuta per l’autodromo non é una cosa necessariamente positiva: Monza è una città di circa 120.000 abitanti, con una storia ultramillenaria, con monumenti di rilievo internazionale eppure è conosciuta solo per l’autodromo. Monza non è un’agglomerato urbano cresciuto intorno a un autodromo, come Silverstone; è una città che storicamente ha una dignità e un rilievo indipendenti dall’autodromo ed è vergognoso che non se ne sappia nulla nel mondo e persino in Italia, come non si sa nulla del complesso Parco, Villa, Giardini che dovrebbero essere il vero fiore all’occhiello, la cui salvaguardia dovrebbe essere l’obiettivo prioritario.

Per questo non si può evitare di esercitare un controllo ferreo sul rispetto delle convenzioni da parte dei concessionari, di qualsivoglia concessionario.
Chiediamo dunque agli enti pubblici proprietari del Parco di Monza di verificare, per qualsiasi insediamento o lavoro fatto dai concessionari, che ci sia la comunicazione e la richiesta di autorizzazione. Sembra una richiesta ovvia ma non lo è visto che ancora oggi lamentiamo risposte vaghe su interventi e lavori che abbiamo segnalato.
La verifica pronta su eventuali lavori consentirà di sanzionare abusi e permettere la rimozione in tempi ragionevoli delle strutture comunicate come temporanee che tendono a diventare permanenti, come, eclatante esempio, la già citata tribuna Goodyear.

Chiediamo espressamente agli enti proprietari del Parco di contrastare, legalmente e politicamente, l’edificazione di un distributore di  carburanti di qualsiasi natura in qualsiasi area del Parco, recinto dell’autodromo incluso, visto che non si tratta di un’area alienata al Parco, bensì di una porzione significativa del Parco.

Chiediamo alle amministrazioni di intensificare l’opera di vigilanza nei confronti dei concessionari facendo ricorso al prezioso supporto delle guardie ecologiche volontarie. Al riguardo ci spiace segnalare che in agosto abbiamo ricevuto numerose lamentele da parte di frequentatori del Parco in relazione a pesanti carenze nella sorveglianza, con conseguenti comportamenti trasgressivi ai danni dell’ambiente e delle persone, come ad esempio fuochi anche a terra, eccessiva circolazione motorizzata, raccolta di rane nelle rogge, cani senza guinzaglio con conseguente uccisione di animali.
È sufficiente puntualizzare che persino il Parco Nord, che ha un’estensione decisamente inferiore a quella del Parco di Monza,  ha un servizio sorveglianza  composto da oltre 120 guardie ecologiche volontarie. La gestione e la manutenzione, inoltre, sono assicurate da venti addetti fissi. (dati dal sito ufficiale del Parco Nord).
Chiediamo quindi qui ufficialmente alle istituzioni di garantire sempre la manutenzione ordinaria del nostro Parco e di organizzare un servizio di sorveglianza che possa coprire gli orari di apertura, come avviene senza particolari difficoltà negli altri parchi cittadini. Servizio a costo zero per l’amministrazione in quanto le guardie ecologiche sono tutte volontarie e  ora a Monza rappresentano un nucleo piuttosto numeroso.

Secondo punto: Non biglietti  ma progetti

In merito alla questione dei biglietti gratuiti per consiglieri e assessori diciamo solo che correttezza e trasparenza nei rapporti amministrativi esigono che tra concedente e concessionario non ci siano benevole elargizioni di nessun tipo, principio peraltro affermato anche dal  codice etico del comune di Monza di cui è prevista la discussione in Consiglio comunale. Rendiamo merito ai consiglieri comunali Fuggetta, Novi e Piffer, che hanno sollevato la questione.

Crediamo piuttosto che assessori e consiglieri comunali si debbano occupare dei progetti volti a riqualificare le valenze storiche, artistiche e culturali della Villa, dei Giardini e del Parco Reale che giacciono da tempo inattuati e che, come Comitato per il Parco, abbiamo continuato a far presente.
In questa occasione faremo riferimento solo ad alcuni di questi progetti che riteniamo indifferibili, alcuni dei quali previsti dalla L.R. 40/95, che e’ stato l’unico intervento organico e serio di salvaguardia di quello che il regolamento del Parco e dei Giardini definisce: “un bene prezioso da migliorare, salvaguardare, per le presenti e future generazioni”.

Il museo di botanica di Villa Mirabellino finanziato negli anni 90 e poi dimenticato come il complesso monumentale che dovrebbe ospitarlo che celebra il primo quindicennio di totale abbandono.

L’abbattimento delle curve sopraelevate, ormai fatiscenti e pericolose, previsto da diversi strumenti urbanistici e che consentirebbe di recuperare ca. 60 ettari di verde pubblico,  ripristinare i cannocchiali prospettici del Canonica e i corridoi ecologici.

Lo scorporo del fontanile della Pelucca dalla convenzione con il Golf Club Milano, per l’alto valore storico, didattico e ambientale che riveste.

L’abbattimento delle recinzioni del golf – che contribuiscono a fare del nostro Parco il parco più recintato d’Italia - e la loro sostituzione con essenze arboree, consentendo altresì il passaggio del pubblico entro percorsi definiti, come avviene nei moderni golf pubblici. Continuiamo, infatti, a ritenere vergognoso che 103 ettari di Parco siano a disposizione di sole 700 persone per un canone d’affitto irrisorio.

Sia per la concessione del golf (durata 14 anni, scad. 2022) che per la concessione dell’autodromo (durata 19 anni, scad. 2027) chiediamo che venga rinegoziata la durata, riducendo drasticamente i termini in accordo con quanto previsto dalla legislazione sugli appalti e sulle concessioni, che indicano come limite massimo, per i beni pubblici, 9 anni.

Il Comune di Monza tuttora non ha un piano di zonizzazione acustica che pure era stato discusso in commissione ambiente nel lontano 2005. Chiediamo che si ponga mano al vuoto amministrativo in contemporanea al discorso sul pgt per rimediare a quella che è una inadempienza inaccettabile.