Alcune Guardie Ecologiche Volontarie di Monza hanno ottenuto di prestare servizio all'interno del Parco nella notte di Capodanno, per prevenire gli atti di vandalismo verificatisi negli scorsi anni. Nella foto, scattata durante una sosta alla cascina Bastia, dove le GEV monzesi sono state ospitate dai colleghi del Parco Valle Lambro, sono riconoscibili i nostri soci Daniela e Pierluigi (al centro) e la GEV Renato.
mercoledì 4 gennaio 2012
BUON ANNO PARCO !
Alcune Guardie Ecologiche Volontarie di Monza hanno ottenuto di prestare servizio all'interno del Parco nella notte di Capodanno, per prevenire gli atti di vandalismo verificatisi negli scorsi anni. Nella foto, scattata durante una sosta alla cascina Bastia, dove le GEV monzesi sono state ospitate dai colleghi del Parco Valle Lambro, sono riconoscibili i nostri soci Daniela e Pierluigi (al centro) e la GEV Renato.
lunedì 21 novembre 2011
IL COMITATO CONTRO IL DISTRIBUTORE NEL PARCO INCONTRA I DIRIGENTI SIAS
Venerdì 18 novembre una delegazione dei quasi 5000 cittadini che hanno sottoscritto la petizione contro la costruzione del distributore di carburanti all’interno del Parco di Monza, in prossimita’ del confine con Biassono, su una superficie di circa 9000 m2, ha consegnato copia delle firme ai dirigenti della Sias Paolo Guaitamacchi ed Enrico Ferrari.
Per inciso, in data 27 settembre le firme erano state consegnate al sindaco e all’assessore alle attivita’ produttive di Monza, con le modalita’ previste dal regolamento comunale. La risposta ufficiale, prevista per legge, non ancora è ancora giunta.
Alla luce delle informazioni avute dai responsabili dell’autodromo, sono ancora più inspiegabili i motivi per i quali il distributore debba essere costruito proprio all’interno del Parco di Monza, che pure dovrebbe essere tutelato da precise norme di legge.
I dirigenti della SIAS hanno dichiarato che l’idea del distributore, con relativo finanziamento, non è partita da loro ma da Regione Lombardia e che la valutazione dell’effettivo ritorno economico dell’operazione è ancora in corso da parte di ACI Milano, proprietaria di SIAS.
La costruzione del distributore e’ parte di un piu’ ampio progetto di “riqualificazione” di porzioni, anche boscate o comunque verdi, all’interno del Parco, reso fattibile dalla variante al PGT - fortemente voluta dalla presente giunta monzese e approvata dal consiglio comunale – che, modificando la definizione dell’area da “attrezzature territoriali e generali” a “attrezzature di interesse collettivo”, introduce norme più permissive.
Sarebbero interessati alla “riqualificazione” sia il campeggio che la piscina.
P. Guaitamacchi ha riconosciuto la rilevanza della petizione contraria all’inserimento del distributore, ma ha dichiarato che ci sono pressioni sia dal Comune di Monza che dalla Regione affinche’ il distributore venga collocato nel Parco.
Ricordiamo che l’area in concessione alla SIAS e’ di oltre 100 ettari, che sommati ai 93 ettari in concessione al Golf Club Milano – anch’essa oggetto di possibili modifiche grazie alla variante del PGT – costituiscono oltre un terzo della superficie del Parco, che viene messo a rischio di possibili interventi di cementificazione e di asfaltatura, analoghi a quelli che si sono già verificati nel corso degli anni nell’area in concessione all’autodromo, e che hanno comportato disboscamenti, eliminazione di prati e sottobosco, anche a danno della fauna.
La delegazione ha di nuovo fatto presente che importanti istituzioni, come la Soprintendenza, il Parco Valle Lambro, la Provincia di Monza e Brianza, hanno gia’ dato parere negativo al progetto; parere che ha potuto essere superato solo grazie a un’autorizzazione concessa dall’allora Presidente del Consiglio.
La delegazione ha ringraziato i dirigenti Sias per la cortese disponibilita’ all’incontro.
Sull’ autorizzazione pende un ricorso al TAR.
Per inciso, in data 27 settembre le firme erano state consegnate al sindaco e all’assessore alle attivita’ produttive di Monza, con le modalita’ previste dal regolamento comunale. La risposta ufficiale, prevista per legge, non ancora è ancora giunta.
Alla luce delle informazioni avute dai responsabili dell’autodromo, sono ancora più inspiegabili i motivi per i quali il distributore debba essere costruito proprio all’interno del Parco di Monza, che pure dovrebbe essere tutelato da precise norme di legge.
I dirigenti della SIAS hanno dichiarato che l’idea del distributore, con relativo finanziamento, non è partita da loro ma da Regione Lombardia e che la valutazione dell’effettivo ritorno economico dell’operazione è ancora in corso da parte di ACI Milano, proprietaria di SIAS.
La costruzione del distributore e’ parte di un piu’ ampio progetto di “riqualificazione” di porzioni, anche boscate o comunque verdi, all’interno del Parco, reso fattibile dalla variante al PGT - fortemente voluta dalla presente giunta monzese e approvata dal consiglio comunale – che, modificando la definizione dell’area da “attrezzature territoriali e generali” a “attrezzature di interesse collettivo”, introduce norme più permissive.
Sarebbero interessati alla “riqualificazione” sia il campeggio che la piscina.
P. Guaitamacchi ha riconosciuto la rilevanza della petizione contraria all’inserimento del distributore, ma ha dichiarato che ci sono pressioni sia dal Comune di Monza che dalla Regione affinche’ il distributore venga collocato nel Parco.
Ricordiamo che l’area in concessione alla SIAS e’ di oltre 100 ettari, che sommati ai 93 ettari in concessione al Golf Club Milano – anch’essa oggetto di possibili modifiche grazie alla variante del PGT – costituiscono oltre un terzo della superficie del Parco, che viene messo a rischio di possibili interventi di cementificazione e di asfaltatura, analoghi a quelli che si sono già verificati nel corso degli anni nell’area in concessione all’autodromo, e che hanno comportato disboscamenti, eliminazione di prati e sottobosco, anche a danno della fauna.
La delegazione ha di nuovo fatto presente che importanti istituzioni, come la Soprintendenza, il Parco Valle Lambro, la Provincia di Monza e Brianza, hanno gia’ dato parere negativo al progetto; parere che ha potuto essere superato solo grazie a un’autorizzazione concessa dall’allora Presidente del Consiglio.
La delegazione ha ringraziato i dirigenti Sias per la cortese disponibilita’ all’incontro.
Sull’ autorizzazione pende un ricorso al TAR.
mercoledì 28 settembre 2011
CONTRO IL DISTRIBUTORE NEL PARCO PRESENTATE 4.742 FIRME
Martedi 27 settembre e’ stata consegnata all’ufficio protocollo del comune la petizione contro la costruzione del distributore nel Parco, supportata da 4.742 firme raccolte in pochissimo tempo. Rimaniamo in attesa di risposta ufficiale, come da regolamento comunale. La raccolta firme on line non si ferma.
lunedì 26 settembre 2011
VILLA REALE DI MONZA - presentato il ricorso al T.A.R.
LEGAMBIENTE presenta il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale
contro Infrastrutture Lombarde S.P.A., Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, Regione Lombardia, Nuova Villa Reale Monza S.P.A., Comune di Monza, Comune di Milano, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Italiana Costruzioni S.P.A.
per l’accertamento dell’illegittimità e/o nullità della concessione-contratto per la progettazione definitiva ed esecutiva dei lavori relativi al corpo centrale della Villa Reale di Monza, per l’esecuzione dei lavori e la gestione delle opere
La Villa Reale di Monza, costituisce bene culturale di proprietà pubblica e complesso monumentale (oltre che monumento nazionale), ed istituto e luogo di cultura,
Le concrete modalità di gestione, previste dalla concessione non solo violano i principi e le norme in materia di fruizione pubblica dettati dal Codice dei Beni Culturali ma non sono neppure compatibili con il carattere storico e artistico del bene.
Le funzioni museali -che dovrebbero avere rilevanza principale- assumono, carattere solo residuale ed eventuale inserite all’interno di un vasto elenco di funzioni tra di loro molto eterogenee ed indeterminate prevalentemente di natura commerciale.
Le funzioni ammesse dall’art. 13 della concessione violano inoltre l’art. 20 del Codice Urbani, che vieta di adibire i beni culturali ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico e alla fruizione pubblica del bene. Infatti, l’apertura al pubblico finisce per essere legata non al bene culturale in sé, bensì all’evento commerciale: il tutto in spregio al Codice Urbani che, invece, prevede che venga assicurato il diritto del pubblico di accedere -gratuitamente o pagando un biglietto- al complesso monumentale, al fine di godere del bene stesso.
Pericolosa risulta poi la possibilità al concessionario di subconcedere l’insieme delle attività di gestione a terzi non selezionati tramite procedura pubblica e a discrezione del concessionario, con semplice clausola di gradimento. Il contratto di concessione risulta, inoltre illegittimo, nella parte in cui subordina il potere del concessionario di adibire il bene ad ulteriori e non meglio precisate attività, alla semplice previa autorizzazione del concedente (autorizzazione che si intende accolta nel caso di mancata risposta nel termine di trenta giorni).Invocando questo meccanismo, il concessionario potrebbe, in concreto, arrivare a destinare tali spazi a funzioni residenziali o alberghiere, con grave pregiudizio per la fruizione pubblica e la stessa destinazione del bene.
La concessione ha una durata di 22 anni (2 anni di lavori e 20 anni di gestione) dalla sottoscrizione del disciplinare mentre il Consorzio, soggetto concedente ha durata ventennale e si assume, dunque, impegni, che eccedono tale arco temporale.
Peraltro al Consorzio Villa Reale e Parco di Monza non risulta conferitario di alcun bene, mancando qualsiasi atto in tal senso.
l’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici ha rilevato una irregolarità nel bando laddove non era previsto che il soggetto partecipante alla gara d'appalto fosse fornito di particolari qualifiche tecnico-professionali (attestazione SOA per la categoria OS2), necessarie quando l ’intervento riguardi lavori e opere su monumenti.
Monza, 26 settembre 2011.
contro Infrastrutture Lombarde S.P.A., Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, Regione Lombardia, Nuova Villa Reale Monza S.P.A., Comune di Monza, Comune di Milano, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Italiana Costruzioni S.P.A.
per l’accertamento dell’illegittimità e/o nullità della concessione-contratto per la progettazione definitiva ed esecutiva dei lavori relativi al corpo centrale della Villa Reale di Monza, per l’esecuzione dei lavori e la gestione delle opere
La Villa Reale di Monza, costituisce bene culturale di proprietà pubblica e complesso monumentale (oltre che monumento nazionale), ed istituto e luogo di cultura,
Le concrete modalità di gestione, previste dalla concessione non solo violano i principi e le norme in materia di fruizione pubblica dettati dal Codice dei Beni Culturali ma non sono neppure compatibili con il carattere storico e artistico del bene.
Le funzioni museali -che dovrebbero avere rilevanza principale- assumono, carattere solo residuale ed eventuale inserite all’interno di un vasto elenco di funzioni tra di loro molto eterogenee ed indeterminate prevalentemente di natura commerciale.
Le funzioni ammesse dall’art. 13 della concessione violano inoltre l’art. 20 del Codice Urbani, che vieta di adibire i beni culturali ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico e alla fruizione pubblica del bene. Infatti, l’apertura al pubblico finisce per essere legata non al bene culturale in sé, bensì all’evento commerciale: il tutto in spregio al Codice Urbani che, invece, prevede che venga assicurato il diritto del pubblico di accedere -gratuitamente o pagando un biglietto- al complesso monumentale, al fine di godere del bene stesso.
Pericolosa risulta poi la possibilità al concessionario di subconcedere l’insieme delle attività di gestione a terzi non selezionati tramite procedura pubblica e a discrezione del concessionario, con semplice clausola di gradimento. Il contratto di concessione risulta, inoltre illegittimo, nella parte in cui subordina il potere del concessionario di adibire il bene ad ulteriori e non meglio precisate attività, alla semplice previa autorizzazione del concedente (autorizzazione che si intende accolta nel caso di mancata risposta nel termine di trenta giorni).Invocando questo meccanismo, il concessionario potrebbe, in concreto, arrivare a destinare tali spazi a funzioni residenziali o alberghiere, con grave pregiudizio per la fruizione pubblica e la stessa destinazione del bene.
La concessione ha una durata di 22 anni (2 anni di lavori e 20 anni di gestione) dalla sottoscrizione del disciplinare mentre il Consorzio, soggetto concedente ha durata ventennale e si assume, dunque, impegni, che eccedono tale arco temporale.
Peraltro al Consorzio Villa Reale e Parco di Monza non risulta conferitario di alcun bene, mancando qualsiasi atto in tal senso.
l’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici ha rilevato una irregolarità nel bando laddove non era previsto che il soggetto partecipante alla gara d'appalto fosse fornito di particolari qualifiche tecnico-professionali (attestazione SOA per la categoria OS2), necessarie quando l ’intervento riguardi lavori e opere su monumenti.
Monza, 26 settembre 2011.
mercoledì 21 settembre 2011
VILLA REALE – IL GARANTE DEGLI APPALTI RILEVA PESANTI IRREGOLARITA’ NEL BANDO DI GARA
Il primo atto legale del comitato “La Villa Reale e’ anche mia”, ovvero l’ esposto al Garante degli appalti - ha avuto esito positivo. Interessanti le motivazioni dei “due rilevanti errori” segnalati dall’Autorita’ di Vigilanza.
Il primo attiene alla scelta del contraente che deve essere orientata verso soggetti forniti di particolari qualifiche tecnico-professionali (attestazione SOA per la categoria OS2).
Sul secondo punto l’Autorità di Vigilanza rileva che il compenso che Infrastrutture Lombarde si e’ riservato e’ superiore al massimo consentito. In estrema sintesi, il Garante sostiene che per tale attivita’ si puo’ percepire un incentivo non superiore al 2% dell’importo, mentre Infrastrutture Lombarde si e’ riservata il 6.5%. Sull’importo in questione si tratterebbe quindi di 1 milione che Infrastrutture Lombarde non puo’ incamerare, e se la percentuale dovesse essere superata, si andrebbe automaticamente alla Corte dei Conti. Infrastrutture Lombarde potrebbe allora aggirare il mancato introito affidando incarichi a professionisti interni retribuiti a parcella, ma il Garante diffida la societa’ dal praticare questa via.
Una buona parte delle osservazioni del Comitato “La Villa Reale e’ anche mia” sono state quindi accolte, rivelando determinati intenti da parte di Infrastrutture Lombarde, intenti resi noti anche in consiglio comunale dal consigliere A.Vigano’.
In pratica il bando e’ partito viziato ed e’ stato poi parzialmente sanato in corso d’opera perche’ la cosa e’ stata denunciata.
Poiche’ mancavano solo 4 milioni per completare il finanziamento dell’appalto, a questo punto ne mancano solo 3. Il milione che si potrebbe risparmiare, dove andra’ a finire? Il parere del Garante non puo’ essere impugnato da Infrastrutture Lombarde perche’ altrimenti interverrebbe la Corte dei Conti. Insomma, da una percentuale del 6.5 % siamo passati al 2%. E’ questa la prassi normale adottata da Infrastrutture Lombarde anche per gli altri bandi di gara ? Consideriamo che questo e’ solo il primo lotto e che i bandi proseguiranno. Tutti con questi vizi all’origine?
Poiche’ i fondi che stanzia Infrastrutture Lombarde sono fondi FAS, possiamo affermare che il Comitato sta facendo risparmiare 1 milione al pubblico, cioe’ a tutti noi.
Per quanto riguarda il ricorso al T.A.R., visti i punti rilevati dal Garante, possiamo affermare di aver posto una spada di Damocle sulla testa di Infrastrutture Lombarde. Nel ricorso si intende essenzialmente contestare l’art. 13, ovvero la gestione. Nessuno e’ contrario al restauro della Villa, sono le modalita’ che non ci trovano d’accordo.
Il Comitato ha fatto di tutto per fermare il bando, attraverso la raccolta di 12.000 firme e le adesioni delle oltre 100 personalita’. Ciononostante il bando e’ stato comunque aggiudicato. La battaglia prosegue ora con armi legali al fine di modificare l’aggiudicazione.
Si e’ ribadito che la Villa deve essere anche un centro didattico e culturale, mentre si sta andando nella direzione opposta evitando di sistemare le aule dell’Istituto d’Arte dichiarate inagibili, costringendo gli studenti a tripli turni.
Testimoni oculari informano che i cartelli dei ministeri – meta di visite pastorali di alcuni partiti –vengono apposti in vista di queste visite, e poi subito rimossi. Ma non si parlava di “ministeri piu’ vicini alla gente?”
Il primo attiene alla scelta del contraente che deve essere orientata verso soggetti forniti di particolari qualifiche tecnico-professionali (attestazione SOA per la categoria OS2).
Sul secondo punto l’Autorità di Vigilanza rileva che il compenso che Infrastrutture Lombarde si e’ riservato e’ superiore al massimo consentito. In estrema sintesi, il Garante sostiene che per tale attivita’ si puo’ percepire un incentivo non superiore al 2% dell’importo, mentre Infrastrutture Lombarde si e’ riservata il 6.5%. Sull’importo in questione si tratterebbe quindi di 1 milione che Infrastrutture Lombarde non puo’ incamerare, e se la percentuale dovesse essere superata, si andrebbe automaticamente alla Corte dei Conti. Infrastrutture Lombarde potrebbe allora aggirare il mancato introito affidando incarichi a professionisti interni retribuiti a parcella, ma il Garante diffida la societa’ dal praticare questa via.
Una buona parte delle osservazioni del Comitato “La Villa Reale e’ anche mia” sono state quindi accolte, rivelando determinati intenti da parte di Infrastrutture Lombarde, intenti resi noti anche in consiglio comunale dal consigliere A.Vigano’.
In pratica il bando e’ partito viziato ed e’ stato poi parzialmente sanato in corso d’opera perche’ la cosa e’ stata denunciata.
Poiche’ mancavano solo 4 milioni per completare il finanziamento dell’appalto, a questo punto ne mancano solo 3. Il milione che si potrebbe risparmiare, dove andra’ a finire? Il parere del Garante non puo’ essere impugnato da Infrastrutture Lombarde perche’ altrimenti interverrebbe la Corte dei Conti. Insomma, da una percentuale del 6.5 % siamo passati al 2%. E’ questa la prassi normale adottata da Infrastrutture Lombarde anche per gli altri bandi di gara ? Consideriamo che questo e’ solo il primo lotto e che i bandi proseguiranno. Tutti con questi vizi all’origine?
Poiche’ i fondi che stanzia Infrastrutture Lombarde sono fondi FAS, possiamo affermare che il Comitato sta facendo risparmiare 1 milione al pubblico, cioe’ a tutti noi.
Per quanto riguarda il ricorso al T.A.R., visti i punti rilevati dal Garante, possiamo affermare di aver posto una spada di Damocle sulla testa di Infrastrutture Lombarde. Nel ricorso si intende essenzialmente contestare l’art. 13, ovvero la gestione. Nessuno e’ contrario al restauro della Villa, sono le modalita’ che non ci trovano d’accordo.
Il Comitato ha fatto di tutto per fermare il bando, attraverso la raccolta di 12.000 firme e le adesioni delle oltre 100 personalita’. Ciononostante il bando e’ stato comunque aggiudicato. La battaglia prosegue ora con armi legali al fine di modificare l’aggiudicazione.
Si e’ ribadito che la Villa deve essere anche un centro didattico e culturale, mentre si sta andando nella direzione opposta evitando di sistemare le aule dell’Istituto d’Arte dichiarate inagibili, costringendo gli studenti a tripli turni.
Testimoni oculari informano che i cartelli dei ministeri – meta di visite pastorali di alcuni partiti –vengono apposti in vista di queste visite, e poi subito rimossi. Ma non si parlava di “ministeri piu’ vicini alla gente?”
venerdì 24 giugno 2011
DARIO FO: LA VILLA REALE ALLA CULTURA NON AL BUSINESS O AI FANTOMATICI MINISTERI DEL NORD
Ho assistito alla messa in scena della consegna della chiave della Villa Reale per i ministeri del nord a Pontida e mi è sembrato di assistere a una commedia grottesca, a un vero e proprio sfottò. Risulta evidente che, di fatto, non c’è alcun interesse a salvaguardare la Villa, la sua memoria storica – anche quella tragica del regicidio – e la sua valenza architettonica e culturale. L’unica cosa certa è che la parte centrale della Villa sta andando a finire nel calderone del business: è stata lottizzata, svenduta e consegnata alla speculazione di un privato che ci potrà fare di tutto. È abbastanza facile prevedere che cosa succederà alla Reggia da qui ai prossimi ventidue anni (tanti quanti sono previsti dalla concessione).
La parte centrale, staccata da tutto il resto, si riempirà di qualsiasi cosa possa rendere economicamente al concessionario: dal ristorante, alle presentazioni di marchi, alle convention aziendali, ai negozi e ai laboratori artigianali. Nessuno ci assicura che potrà ospitare manifestazioni davvero degne delle aspettative di tutti: mostre d’arte, il museo della Villa stessa, manifestazioni di grande respiro, come festival culturali. La Villa sarà sì aperta tutto l’anno, ma con la logica del centro commerciale, per i clienti, non per gli utenti di quello che dovrebbe essere rispettato come uno dei beni culturali nobili d’Italia e che, invece verrà snaturato e asservito al business.
Temo lo sfruttamento intensivo che si farà del monumento, l’esperienza ci insegna che gli stucchi, le maioliche, i pavimenti Maggiolini risentiranno della fruizione, basta ricordare la nefasta esperienza della Mostra dell’Arredamento nella Villa.
Il problema serio è che di cultura non c’è nulla: non si fanno musei, non si aprono accademie, anzi, si butta fuori l’Istituto Statale d’Arte, una scuola che ha le sue radici nella biennale d’Arte di Monza – poi trasferita a Milano come Triennale – che ha avuto tra i docenti maestri dell’arte e della cultura, da Marino Marini a Giuseppe Pontiggia, e che continua a dare un contributo importante alla formazione artistica e alle scienze applicate. Purtroppo non c’è da stupirsi: a Brera sta succedendo la stessa cosa, ristoranti e negozi piuttosto che cultura e formazione.
Anche questa ipotesi di metterci dentro i ministeri “padani” è qualcosa d grottesco, una specie di polvere argentata da gettare negli occhi dei creduloni per cercare di recuperare il consenso che si è perso.
Però i cittadini non devono dimenticare che la Villa è roba loro e l’Amministrazione dovrebbe raccogliere fondi per renderla, restaurata e attiva culturalmente, al pubblico, alla collettività.
Dario Fo
La parte centrale, staccata da tutto il resto, si riempirà di qualsiasi cosa possa rendere economicamente al concessionario: dal ristorante, alle presentazioni di marchi, alle convention aziendali, ai negozi e ai laboratori artigianali. Nessuno ci assicura che potrà ospitare manifestazioni davvero degne delle aspettative di tutti: mostre d’arte, il museo della Villa stessa, manifestazioni di grande respiro, come festival culturali. La Villa sarà sì aperta tutto l’anno, ma con la logica del centro commerciale, per i clienti, non per gli utenti di quello che dovrebbe essere rispettato come uno dei beni culturali nobili d’Italia e che, invece verrà snaturato e asservito al business.
Temo lo sfruttamento intensivo che si farà del monumento, l’esperienza ci insegna che gli stucchi, le maioliche, i pavimenti Maggiolini risentiranno della fruizione, basta ricordare la nefasta esperienza della Mostra dell’Arredamento nella Villa.
Il problema serio è che di cultura non c’è nulla: non si fanno musei, non si aprono accademie, anzi, si butta fuori l’Istituto Statale d’Arte, una scuola che ha le sue radici nella biennale d’Arte di Monza – poi trasferita a Milano come Triennale – che ha avuto tra i docenti maestri dell’arte e della cultura, da Marino Marini a Giuseppe Pontiggia, e che continua a dare un contributo importante alla formazione artistica e alle scienze applicate. Purtroppo non c’è da stupirsi: a Brera sta succedendo la stessa cosa, ristoranti e negozi piuttosto che cultura e formazione.
Anche questa ipotesi di metterci dentro i ministeri “padani” è qualcosa d grottesco, una specie di polvere argentata da gettare negli occhi dei creduloni per cercare di recuperare il consenso che si è perso.
Però i cittadini non devono dimenticare che la Villa è roba loro e l’Amministrazione dovrebbe raccogliere fondi per renderla, restaurata e attiva culturalmente, al pubblico, alla collettività.
Dario Fo
mercoledì 4 maggio 2011
Un distributore di GPL, metano, idrometano, idrogeno liquido e gassoso nel Parco?
Ci eravamo illusi che la vicenda si fosse felicemente conclusa. E invece....
Il Comune di Monza si è rivolto al Consiglio dei Ministri per superare il diniego espresso dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici per il Paesaggio di Milano alla edificazione del distributore di carburanti nel Parco di Monza.
Il Consiglio dei Ministri ha dato ragione al Comune, accogliendo la tesi della SIAS, ente gestore dell’autodromo, secondo la quale il distributore va collocato di necessità all’interno del Parco di Monza per consentire il rifornimento delle vetture in competizione.
Noi siamo invece convinti della totale incompatibilita’ del distributore nel Parco, perché sottrae una ulteriore zona verde pubblica (quasi 9.000 mq) a beneficio di un interesse limitato.
Percio’ dobbiamo tornare a fare sentire le nostre voci di dissenso, unendole a quelle del Parco Valle Lambro, della citata Soprintendenza e della Provincia di Monza e della Brianza.
Le ragioni del nostro NO sono:
a. Incompatibilità ambientale tra il distributore di carburanti con il Parco di Monza, come già espresso dagli enti di tutela.
b. Sottrazione di un ulteriore area alla fruizione pubblica, proprio nel Parco di Monza, già pesantemente limitata dalle concessioni in atto.
c. Svilimento dell’area stessa, che andrebbe invece lasciata a verde e riqualificata.
A completamento ricordiamo che il distributore verrebbe significativamente finanziato con fondi pubblici.
Aderisci alla petizione del Comitato per il Parco, disponibile su:
www.parcomonza.org
Destinatari della petizione:
Sindaco Comune di Monza, sindaco@comune.monza.it
Dirigente Unità Organizzativa Commercio e Reti Distributive, Regione Lombardia, martino_palermo@regione.lombardia.it
Segretario generale del comune di Monza segreteriagenerale@comune.monza.mi.it,
Assessore al Parco, assessore.educazioneeparchi@comune.monza.mi.it,
Direttore Consorzio Parco e Villa Reale, direttore@reggiadimonza.it
Copie conoscenza:
Soprintendente per i Beni architettonici e per il Paesaggio di Milano,
sbap-mi@beniculturali.it
Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia,
caterina.bon@beniculturali.it
Presidente Provincia MB, presidente@provincia.mb.it
Direttore Parco Regionale Valle Lambro,
segretario-direttore@parcovallelambro.it
parcomonzainfo@gmail.com
Testo della petizione:
NO AL DISTRIBUTORE DI CARBURANTI NEL PARCO DI MONZA
Esprimo la mia totale opposizione e la mia preoccupazione al progetto che prevede la realizzazione di un distributore di carburanti all’interno del Parco di Monza, cementificando una superficie di 8.872 mq. di verde e bosco per costruire strutture e impianti di stoccaggio di carburanti interrati per gpl, metano, idrometano, idrogeno liquido e gassoso, inquinanti o potenzialmente pericolosi per la popolazione.
Ritengo che i finanziamenti pubblici, compresi quelli provenienti dalla Comunita’ Europea non debbano e non possano essere utilizzati per distruggere un Parco storico e creare potenziale pericolo per i suoi fruitori e per coloro che abitano nelle sue vicinanze. Ritengo si tratti di progetti totalmente ingiustificati e puramente speculativi, falsamente ammantati da scopi di ricerca per carburanti alternativi, la sperimentazione dei quali può essere sviluppata più propriamente in aree esterne al Parco e lontane da zone abitate come, ad esempio, certe aree industriali dismesse.
Chiedo pertanto alle istituzioni qui coinvolte di abbandonare definitivamente il progetto di realizzazione di distributori di carburanti e della sperimentazione in questo ambito nel Parco di Monza.
Distinti saluti.
Nome, cognome, citta’
Il Comune di Monza si è rivolto al Consiglio dei Ministri per superare il diniego espresso dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici per il Paesaggio di Milano alla edificazione del distributore di carburanti nel Parco di Monza.
Il Consiglio dei Ministri ha dato ragione al Comune, accogliendo la tesi della SIAS, ente gestore dell’autodromo, secondo la quale il distributore va collocato di necessità all’interno del Parco di Monza per consentire il rifornimento delle vetture in competizione.
Noi siamo invece convinti della totale incompatibilita’ del distributore nel Parco, perché sottrae una ulteriore zona verde pubblica (quasi 9.000 mq) a beneficio di un interesse limitato.
Percio’ dobbiamo tornare a fare sentire le nostre voci di dissenso, unendole a quelle del Parco Valle Lambro, della citata Soprintendenza e della Provincia di Monza e della Brianza.
Le ragioni del nostro NO sono:
a. Incompatibilità ambientale tra il distributore di carburanti con il Parco di Monza, come già espresso dagli enti di tutela.
b. Sottrazione di un ulteriore area alla fruizione pubblica, proprio nel Parco di Monza, già pesantemente limitata dalle concessioni in atto.
c. Svilimento dell’area stessa, che andrebbe invece lasciata a verde e riqualificata.
A completamento ricordiamo che il distributore verrebbe significativamente finanziato con fondi pubblici.
Aderisci alla petizione del Comitato per il Parco, disponibile su:
www.parcomonza.org
Destinatari della petizione:
Sindaco Comune di Monza, sindaco@comune.monza.it
Dirigente Unità Organizzativa Commercio e Reti Distributive, Regione Lombardia, martino_palermo@regione.lombardia.it
Segretario generale del comune di Monza segreteriagenerale@comune.monza.mi.it,
Assessore al Parco, assessore.educazioneeparchi@comune.monza.mi.it,
Direttore Consorzio Parco e Villa Reale, direttore@reggiadimonza.it
Copie conoscenza:
Soprintendente per i Beni architettonici e per il Paesaggio di Milano,
sbap-mi@beniculturali.it
Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia,
caterina.bon@beniculturali.it
Presidente Provincia MB, presidente@provincia.mb.it
Direttore Parco Regionale Valle Lambro,
segretario-direttore@parcovallelambro.it
parcomonzainfo@gmail.com
Testo della petizione:
NO AL DISTRIBUTORE DI CARBURANTI NEL PARCO DI MONZA
Esprimo la mia totale opposizione e la mia preoccupazione al progetto che prevede la realizzazione di un distributore di carburanti all’interno del Parco di Monza, cementificando una superficie di 8.872 mq. di verde e bosco per costruire strutture e impianti di stoccaggio di carburanti interrati per gpl, metano, idrometano, idrogeno liquido e gassoso, inquinanti o potenzialmente pericolosi per la popolazione.
Ritengo che i finanziamenti pubblici, compresi quelli provenienti dalla Comunita’ Europea non debbano e non possano essere utilizzati per distruggere un Parco storico e creare potenziale pericolo per i suoi fruitori e per coloro che abitano nelle sue vicinanze. Ritengo si tratti di progetti totalmente ingiustificati e puramente speculativi, falsamente ammantati da scopi di ricerca per carburanti alternativi, la sperimentazione dei quali può essere sviluppata più propriamente in aree esterne al Parco e lontane da zone abitate come, ad esempio, certe aree industriali dismesse.
Chiedo pertanto alle istituzioni qui coinvolte di abbandonare definitivamente il progetto di realizzazione di distributori di carburanti e della sperimentazione in questo ambito nel Parco di Monza.
Distinti saluti.
Nome, cognome, citta’
mercoledì 20 aprile 2011
VILLA REALE - aggiudicazione bando
Dalla stampa abbiamo appreso che in sede di aggiudicazione, le condizioni temporali ed economiche del bando sono state così modificate: 23 anni di concessione (compresi quelli per la ristrutturazione) invece di 30, 60.000 euro l’anno, più lo 0,7 del fatturato, 8 milioni a carico del concessionario invece di 5.
Quanto alla modificazione del tempo della gestione al privato, va rammentato che una delle prime obiezioni “legali” sollevate sia in Consiglio Comunale che dal Comitato riguardava proprio il fatto che un consorzio della durata di 20 anni non potesse stipulare un contratto di gestione per 30 anni. La marcia indietro dunque appare determinata dalla opportunità di prevenire un motivo di ricorso al Tar.
C'è da chiedersi comunque perchè un privato abbatta di un terzo il tempo in cui realizzare i propri incassi, e persista ugualmente nella aggiudicazione :evidentemente perchè l'operazione è comunque molto remunerativa.
Noi diciamo: non sarebbe più utile che i guadagni finissero nelle tasche del proprietario pubblico anzichè del privato in modo da reimpiegarli per gli ulteriori interventi di restauro e per la promozioni di attività culturali?
Quanto alle ulteriori modifiche economiche si tratta di briciole gettate alle migliaia di cittadini che si oppongono al bando, nella vana speranza di far loro dimenticare che rimangono invariate le condizioni che fanno di questa operazione un esempio, da non seguire, di privatizzazione di un bene culturale di rilievo internazionale, con totale deresponsabilizzazione del pubblico verso un patrimonio che ha il dovere costituzionale di salvaguardare.
Inoltre è confermato che almeno il 50% delle superfici utili sarà destinato ad attività commerciali in contrasto con la dignità storica del monumento.
Per questo continueremo a contrastare il cammino intrapreso con questo bando, anche perché siamo consapevoli che questo ente pubblico vorrà procedere su questa strada anche sul resto della Villa e del Parco, svendendo e smembrando un complesso unitario di valore inestimabile.
Gruppo LA VILLA REALE E’ ANCHE MIA!
Quanto alla modificazione del tempo della gestione al privato, va rammentato che una delle prime obiezioni “legali” sollevate sia in Consiglio Comunale che dal Comitato riguardava proprio il fatto che un consorzio della durata di 20 anni non potesse stipulare un contratto di gestione per 30 anni. La marcia indietro dunque appare determinata dalla opportunità di prevenire un motivo di ricorso al Tar.
C'è da chiedersi comunque perchè un privato abbatta di un terzo il tempo in cui realizzare i propri incassi, e persista ugualmente nella aggiudicazione :evidentemente perchè l'operazione è comunque molto remunerativa.
Noi diciamo: non sarebbe più utile che i guadagni finissero nelle tasche del proprietario pubblico anzichè del privato in modo da reimpiegarli per gli ulteriori interventi di restauro e per la promozioni di attività culturali?
Quanto alle ulteriori modifiche economiche si tratta di briciole gettate alle migliaia di cittadini che si oppongono al bando, nella vana speranza di far loro dimenticare che rimangono invariate le condizioni che fanno di questa operazione un esempio, da non seguire, di privatizzazione di un bene culturale di rilievo internazionale, con totale deresponsabilizzazione del pubblico verso un patrimonio che ha il dovere costituzionale di salvaguardare.
Inoltre è confermato che almeno il 50% delle superfici utili sarà destinato ad attività commerciali in contrasto con la dignità storica del monumento.
Per questo continueremo a contrastare il cammino intrapreso con questo bando, anche perché siamo consapevoli che questo ente pubblico vorrà procedere su questa strada anche sul resto della Villa e del Parco, svendendo e smembrando un complesso unitario di valore inestimabile.
Gruppo LA VILLA REALE E’ ANCHE MIA!
martedì 19 aprile 2011
CONSORZIO E RISCHI PER I LAVORATORI DELL'AMMINISTRAZIONE PARCO
La nascita del Consorzio Parco e Villa Reale - ente finalizzato a promuovere la conoscenza, a sostenere la conservazione e ad assicurare le migliori condizioni di fruizione pubblica del complesso (cit. dallo Statuto) - si sta rivelando invece sempre più come un evento dannoso per uno dei più importanti tesori del nostro territorio.
Dobbiamo rilevare infatti come non siano stati prodotti piani di intervento e gestione per il Parco, a fronte di una spesa proporzionalmente assai superiore a quella per l’Amministrazione Parco.
Non si ha previsione di interventi di riqualificazione sulle aree verdi, in particolare sui boschi, da tempo in sofferenza e bisognosi di urgenti cure.
A preoccuparci è altresì la sorte degli attuali dipendenti dell'Amministrazione Parco. Si parla insistentemente da qualche tempo, di un bando che passerà la gestione del nostro patrimonio ad una società privata.
Sarà proprio il Consorzio a condurre le relative procedure.
Con quali conseguenze per i dipendenti dell'Amministrazione Parco? Quale sarà il loro destino? Con quali contratti potranno prestare il loro servizio?
Negli anni abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare queste persone, la loro professionalità e il loro appassionato impegno nei confronti del Parco. In tante circostanze, non ultime le emergenze legate alle piene del Lambro, abbiamo sperimentato le loro puntuali capacità di intervento nonostante le purtroppo tradizionali carenze di organico e mezzi.
Anzi, se il Parco ha in questi ultimi anni sensibilmente migliorato il proprio aspetto, come anche molti frequentatori del Parco hanno riconosciuto, dobbiamo ringraziare il lavoro di manutenzione quotidiana di chi lavora al suo interno.
Il Comitato per il Parco ribadisce il suo sostegno a questi lavoratori e chiede che possano continuare con la loro preziosa opera.
Dobbiamo rilevare infatti come non siano stati prodotti piani di intervento e gestione per il Parco, a fronte di una spesa proporzionalmente assai superiore a quella per l’Amministrazione Parco.
Non si ha previsione di interventi di riqualificazione sulle aree verdi, in particolare sui boschi, da tempo in sofferenza e bisognosi di urgenti cure.
A preoccuparci è altresì la sorte degli attuali dipendenti dell'Amministrazione Parco. Si parla insistentemente da qualche tempo, di un bando che passerà la gestione del nostro patrimonio ad una società privata.
Sarà proprio il Consorzio a condurre le relative procedure.
Con quali conseguenze per i dipendenti dell'Amministrazione Parco? Quale sarà il loro destino? Con quali contratti potranno prestare il loro servizio?
Negli anni abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare queste persone, la loro professionalità e il loro appassionato impegno nei confronti del Parco. In tante circostanze, non ultime le emergenze legate alle piene del Lambro, abbiamo sperimentato le loro puntuali capacità di intervento nonostante le purtroppo tradizionali carenze di organico e mezzi.
Anzi, se il Parco ha in questi ultimi anni sensibilmente migliorato il proprio aspetto, come anche molti frequentatori del Parco hanno riconosciuto, dobbiamo ringraziare il lavoro di manutenzione quotidiana di chi lavora al suo interno.
Il Comitato per il Parco ribadisce il suo sostegno a questi lavoratori e chiede che possano continuare con la loro preziosa opera.
sabato 26 marzo 2011
IL COMITATO VILLA REALE INCONTRA IL PORTAVOCE DEL PRESIDENTE FINI
In occasione della visita in Villa Reale del Presidente Fini, una delegazione del comitato “la Villa Reale e’ anche mia” e’ stata ricevuta in privato dal Portavoce del Presidente, Fabrizio Alfano.
Il dott. Alfano ha posto specifiche e pertinenti domande in merito al bando di gara e si e’ detto disponibile a portare il problema a conoscenza del Presidente Fini.
Si e’ inoltre impegnato a indicare al comitato un possibile percorso per far pervenire al Presidente Napolitano l’appello sottoscritto da oltre 90 personalita’ del mondo della cultura.
Le adesioni pervenute negli ultimi giorni sono quelle di Dario Fo, Franca Rame, Ottavia Piccolo, Lucia Poli, Maria Luisa Busi, Gigi Ponti, Enrico Bertolino
Questo l'elenco completo, che ora annovera anche due premi Nobel:
Natalia Aspesi giornalista
Gae Aulenti architetto
Francesco Baccini cantante e compositore
Emanuela Baio parlamentare
Antonio Ballista musicista
Angelo Bellisario musicista, compositore
Marco Belpoliti scrittore, giornalista, docente di
sociologia della letteratura
Francesca Benedetti attrice
Maria Teresa Benedetti docente di storia dell’arte
Leonardo Benevolo storico di architettura e urbanista
Paolo Beni presidente nazionale Arci
Stefano Benni scrittore
Sonia Bergamasco attrice
Enrico Bertolino attore
Virginio Bettini docente Università IUAV Venezia
Cini Boeri architetto
Stefano Boeri architetto
Salvatore Borsellino coordinamento anti-mafia
Enrico Brambilla consigliere Regione Lombardia
Maria Luisa Busi giornalista rai
Susanna Camusso segretario generale CGIL
Gianni Canova preside facoltà relazioni pubbliche e pubblicità IULM
Silvia Carandini ordinario di Storia del teatro
Rodolfo Cattani segretario generale Forum
europeo della disabilità
Giulio Cavalli attore, consigliere Regione
Lombardia
Massimo Cesati direttore ARCA
Don Luigi Ciotti Presidente associazione
Libera contro le mafie
Giuseppe Civati consigliere Regione Lombardia
Gianni Confalonieri parlamentare
Lella Costa attrice
Chiara Cremonesi consigliere Regione Lombardia
Cristina Crippa attrice
Lucio Dalla cantante compositore
Nando Dalla Chiesa parlamentare
Enrico Deaglio giornalista, scrittore
Elio De Capitani attore, regista
Concita De Gregorio direttore l’Unità
Marco Dezzi Bardeschi ordinario di restauro architettonico
Gillo Dorfles critico d’arte, professore emerito
di estetica
Vittorio Emiliani giornalista e scrittore
Vittorio Fagone storico e critico d’arte
Enrico Farinone parlamentare
Agostino Ferrari pittore
Domenico Finiguerra sindaco Cassinetta di Lugagnano
Dario Fo commediografo, attore,
premio Nobel
Monica Frassoni presidente Verdi Europa
Massimiliano Fuksas architetto
don Andrea Gallo comunità San Benedetto al Porto
(Ge)
Jacopo Gardella architetto
Fabrizio Gifuni attore
Beppe Giulietti giornalista
Francesco Guccini cantante e compositore
Adele Guffanti co-fondatrice FAI
Margherita Hack professore emerito di astrofisica
Ugo La Pietra architetto, designer
Rita Levi Montalcini premio Nobel, Senatrice a vita
Enrico Letta parlamentare
Mario Lodi pedagogista e scrittore
Simona Marchini attrice
Giovanna Melandri parlamentare, già ministro Beni
Culturali
Andrea Mingardi compositore e cantante
Alessia Mosca parlamentare
Franco Oppini attore
Anty Pansera storica dell’architettura e dell’arte
Renzo Piano architetto
Ottavia Piccolo attrice
Sergio Piffari parlamentare
Giuliano Pisapia avvocato
Antonio Pizzinato presidente ANPI Lombardia
Lucia Poli attrice
Gigi Ponti consigliere provincia
Monza e Brianza
Massimo Prampolini docente di Linguistica Università
di Salerno
Fulco Pratesi fondatore WWF Italia
Franca Rame attrice, scrittrice
Adalberto Maria Riva musicista
Roberto Rufino presidente Intercultura
Claudio Santamaria attore
Renato Sarti regista e attore
Piero Scaramucci giornalista
Silvana Sinisi professore emerito di storia del
Teatro
Corrado Stajano scrittore
Bebo Storti attore
Cecilia Strada presidente Emergency
Gino Strada fondatore Emergency
Oliviero Toscani fotografo
Walter Veltroni parlamentare, già ministro Beni culturali
Niki Vendola governatore Regione Puglia
Enzo Venini già presidente WWF Italia
Massimo Venturi Ferriolo docente di Estetica
Maurizio Vitta storico del paesaggio
Lorna Windsor cantante lirica
Francesco Zaffuto sociologo
Il dott. Alfano ha posto specifiche e pertinenti domande in merito al bando di gara e si e’ detto disponibile a portare il problema a conoscenza del Presidente Fini.
Si e’ inoltre impegnato a indicare al comitato un possibile percorso per far pervenire al Presidente Napolitano l’appello sottoscritto da oltre 90 personalita’ del mondo della cultura.
Le adesioni pervenute negli ultimi giorni sono quelle di Dario Fo, Franca Rame, Ottavia Piccolo, Lucia Poli, Maria Luisa Busi, Gigi Ponti, Enrico Bertolino
Questo l'elenco completo, che ora annovera anche due premi Nobel:
Natalia Aspesi giornalista
Gae Aulenti architetto
Francesco Baccini cantante e compositore
Emanuela Baio parlamentare
Antonio Ballista musicista
Angelo Bellisario musicista, compositore
Marco Belpoliti scrittore, giornalista, docente di
sociologia della letteratura
Francesca Benedetti attrice
Maria Teresa Benedetti docente di storia dell’arte
Leonardo Benevolo storico di architettura e urbanista
Paolo Beni presidente nazionale Arci
Stefano Benni scrittore
Sonia Bergamasco attrice
Enrico Bertolino attore
Virginio Bettini docente Università IUAV Venezia
Cini Boeri architetto
Stefano Boeri architetto
Salvatore Borsellino coordinamento anti-mafia
Enrico Brambilla consigliere Regione Lombardia
Maria Luisa Busi giornalista rai
Susanna Camusso segretario generale CGIL
Gianni Canova preside facoltà relazioni pubbliche e pubblicità IULM
Silvia Carandini ordinario di Storia del teatro
Rodolfo Cattani segretario generale Forum
europeo della disabilità
Giulio Cavalli attore, consigliere Regione
Lombardia
Massimo Cesati direttore ARCA
Don Luigi Ciotti Presidente associazione
Libera contro le mafie
Giuseppe Civati consigliere Regione Lombardia
Gianni Confalonieri parlamentare
Lella Costa attrice
Chiara Cremonesi consigliere Regione Lombardia
Cristina Crippa attrice
Lucio Dalla cantante compositore
Nando Dalla Chiesa parlamentare
Enrico Deaglio giornalista, scrittore
Elio De Capitani attore, regista
Concita De Gregorio direttore l’Unità
Marco Dezzi Bardeschi ordinario di restauro architettonico
Gillo Dorfles critico d’arte, professore emerito
di estetica
Vittorio Emiliani giornalista e scrittore
Vittorio Fagone storico e critico d’arte
Enrico Farinone parlamentare
Agostino Ferrari pittore
Domenico Finiguerra sindaco Cassinetta di Lugagnano
Dario Fo commediografo, attore,
premio Nobel
Monica Frassoni presidente Verdi Europa
Massimiliano Fuksas architetto
don Andrea Gallo comunità San Benedetto al Porto
(Ge)
Jacopo Gardella architetto
Fabrizio Gifuni attore
Beppe Giulietti giornalista
Francesco Guccini cantante e compositore
Adele Guffanti co-fondatrice FAI
Margherita Hack professore emerito di astrofisica
Ugo La Pietra architetto, designer
Rita Levi Montalcini premio Nobel, Senatrice a vita
Enrico Letta parlamentare
Mario Lodi pedagogista e scrittore
Simona Marchini attrice
Giovanna Melandri parlamentare, già ministro Beni
Culturali
Andrea Mingardi compositore e cantante
Alessia Mosca parlamentare
Franco Oppini attore
Anty Pansera storica dell’architettura e dell’arte
Renzo Piano architetto
Ottavia Piccolo attrice
Sergio Piffari parlamentare
Giuliano Pisapia avvocato
Antonio Pizzinato presidente ANPI Lombardia
Lucia Poli attrice
Gigi Ponti consigliere provincia
Monza e Brianza
Massimo Prampolini docente di Linguistica Università
di Salerno
Fulco Pratesi fondatore WWF Italia
Franca Rame attrice, scrittrice
Adalberto Maria Riva musicista
Roberto Rufino presidente Intercultura
Claudio Santamaria attore
Renato Sarti regista e attore
Piero Scaramucci giornalista
Silvana Sinisi professore emerito di storia del
Teatro
Corrado Stajano scrittore
Bebo Storti attore
Cecilia Strada presidente Emergency
Gino Strada fondatore Emergency
Oliviero Toscani fotografo
Walter Veltroni parlamentare, già ministro Beni culturali
Niki Vendola governatore Regione Puglia
Enzo Venini già presidente WWF Italia
Massimo Venturi Ferriolo docente di Estetica
Maurizio Vitta storico del paesaggio
Lorna Windsor cantante lirica
Francesco Zaffuto sociologo
venerdì 18 marzo 2011
L'ERBA DEL GOLF NON E' SEMPRE LA PIU' VERDE
Nei giorni scorsi sono iniziati in lavori di abbattimento delle piante e di parte della recinzione del golf confinante con quella dell’autodromo (v. fig. 1).
L’amministrazione monzese ha proclamato che “Il Parco diventa più grande. Il golf club ha restituito 580 metri quadrati di verde ai cittadini. Per creare un corridoio di soccorso per runner e ciclisti.” (sito ufficiale del comune di Monza www.comune.monza.it)”.
Inoltre il golf club sbandiera per l'occasione anche la propria attenzione per l'ambiente. E' sicuramente apprezzabile sapere che l'impianto ha ridotto i consumi idrici e l'uso di fungicidi. Più che censurabile è la modalità di gestione dei settori boschivi di questa parte di Parco. La questione è stata ribadita più volte, anche dai tecnici che hanno steso il Piano Forestale del Parco.
I boschi del golf sono ridotti a mere piantagioni. Nelle aree boscate è stato tolto quasi completamente il sottobosco, con gravi danni per questi ecosistemi: perdita di specie, perdita di biodiversità, annullamento di importanti cicli ecologici.
Per l'ennesima volta ci tocca ripetere l'invito rivolto all’amministrazione pubblica di esigere dalla direzione dell'impianto una seria e decisa inversione di rotta. I boschi abbiano finalmente degno volto. In tema di restituzione di aree ai cittadini, rimane sempre aperta la questione del Fontanile Pelucca, prezioso elemento paesaggistico, che dovrebbe ritornare alla collettività, come molti chiedono.
Nonostante le campagne promozionali e le aperture dell'impianto verso i normali fruitori del Parco, notiamo sempre come alla gente non interessi per niente di andare a vedere chi prende a mazzate una pallina. Anzi, qualche anno fa nel giro di poche settimane noi del Comitato Parco abbiamo raccolto oltre 5000 adesioni favorevoli all'allontanamento del golf dal Parco. Purtroppo cadute nel vuoto.
Nel concreto, il lavoro consiste nello spostamento della rete di recinzione, allargando banalmente uno sterrato: di verde, questa fascia di territorio ha ben poco.
580 m2 sono assai poca cosa, rispetto alle decine di ettari (1 ettaro = 10.000 m2) che golf e autodromo hanno in concessione. Nella fattispecie si tratterebbe dello 0.06% circa dell’area in concessione.
Ma quante piante sono state abbattute o lo saranno? Alcuni organi di informazione hanno scritto 53 (Il Cittadino), altri 600 (www.vorrei.org), altri ancora 700 (www.mi-lorenteggio.com/news/11299).
La dichiarazione del comune, dal sapore di “excusatio non petita (accusatio manifesta)”, ci ha indotti a verificare. Abbiamo così visto che in realtà non tutte le piante erano pericolanti o malate. Peraltro, se così fosse stato, la zona avrebbe potuto e dovuto essere recintata in precedenza per impedirne l’accesso, come ad esempio si è fatto nei Giardini della Villa. E la situazione doveva essere nota da tempo, visto che la stessa amministrazione dichiara che tali lavori erano inclusi nell’accordo di concessione del 2009.
Il sospetto è che in realtà l’operazione abbia come scopo non quello di mettere in sicurezza podisti e ciclisti, ma di permettere una via di esodo veicolare dall’autodromo all’esterno del Parco, raggiungendo la porta San Giorgio, senza dover transitare quindi né sul viale Cavriga, né su quello di Vedano, tradizionalmente affollati.
Infatti il nuovo percorso consente di evacuare dall’autodromo attraverso la porta San Giorgio.
L’amministrazione monzese ha proclamato che “Il Parco diventa più grande. Il golf club ha restituito 580 metri quadrati di verde ai cittadini. Per creare un corridoio di soccorso per runner e ciclisti.” (sito ufficiale del comune di Monza www.comune.monza.it)”.
Inoltre il golf club sbandiera per l'occasione anche la propria attenzione per l'ambiente. E' sicuramente apprezzabile sapere che l'impianto ha ridotto i consumi idrici e l'uso di fungicidi. Più che censurabile è la modalità di gestione dei settori boschivi di questa parte di Parco. La questione è stata ribadita più volte, anche dai tecnici che hanno steso il Piano Forestale del Parco.
I boschi del golf sono ridotti a mere piantagioni. Nelle aree boscate è stato tolto quasi completamente il sottobosco, con gravi danni per questi ecosistemi: perdita di specie, perdita di biodiversità, annullamento di importanti cicli ecologici.
Per l'ennesima volta ci tocca ripetere l'invito rivolto all’amministrazione pubblica di esigere dalla direzione dell'impianto una seria e decisa inversione di rotta. I boschi abbiano finalmente degno volto. In tema di restituzione di aree ai cittadini, rimane sempre aperta la questione del Fontanile Pelucca, prezioso elemento paesaggistico, che dovrebbe ritornare alla collettività, come molti chiedono.
Nonostante le campagne promozionali e le aperture dell'impianto verso i normali fruitori del Parco, notiamo sempre come alla gente non interessi per niente di andare a vedere chi prende a mazzate una pallina. Anzi, qualche anno fa nel giro di poche settimane noi del Comitato Parco abbiamo raccolto oltre 5000 adesioni favorevoli all'allontanamento del golf dal Parco. Purtroppo cadute nel vuoto.
Nel concreto, il lavoro consiste nello spostamento della rete di recinzione, allargando banalmente uno sterrato: di verde, questa fascia di territorio ha ben poco.
580 m2 sono assai poca cosa, rispetto alle decine di ettari (1 ettaro = 10.000 m2) che golf e autodromo hanno in concessione. Nella fattispecie si tratterebbe dello 0.06% circa dell’area in concessione.
Ma quante piante sono state abbattute o lo saranno? Alcuni organi di informazione hanno scritto 53 (Il Cittadino), altri 600 (www.vorrei.org), altri ancora 700 (www.mi-lorenteggio.com/news/11299).
La dichiarazione del comune, dal sapore di “excusatio non petita (accusatio manifesta)”, ci ha indotti a verificare. Abbiamo così visto che in realtà non tutte le piante erano pericolanti o malate. Peraltro, se così fosse stato, la zona avrebbe potuto e dovuto essere recintata in precedenza per impedirne l’accesso, come ad esempio si è fatto nei Giardini della Villa. E la situazione doveva essere nota da tempo, visto che la stessa amministrazione dichiara che tali lavori erano inclusi nell’accordo di concessione del 2009.
Il sospetto è che in realtà l’operazione abbia come scopo non quello di mettere in sicurezza podisti e ciclisti, ma di permettere una via di esodo veicolare dall’autodromo all’esterno del Parco, raggiungendo la porta San Giorgio, senza dover transitare quindi né sul viale Cavriga, né su quello di Vedano, tradizionalmente affollati.
Infatti il nuovo percorso consente di evacuare dall’autodromo attraverso la porta San Giorgio.
giovedì 17 febbraio 2011
DOMENICO FINIGUERRA A MONZA
Abitate a Monza? Allora dovete sapere che la giunta monzese si appresta ad approvare un piano di governo del territorio che prevede oltre 4.500.000 metri cubi di cemento - pari a 22.500 alloggi, ovvero 530 edifici di 7 piani.
Partecipate all’incontro con:
Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano
giovedi 3 marzo ore 21, alla Sala Maddalena, via S. Maddalena, Monza
Sono inoltre previsti i seguenti banchetti raccolta firme:
sabato 19 febbraio piazza San Paolo dalle 13 alle 19
sabato 26 febbraio piazza Carducci dalle 13 alle 19
Partecipate all’incontro con:
Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano
giovedi 3 marzo ore 21, alla Sala Maddalena, via S. Maddalena, Monza
Sono inoltre previsti i seguenti banchetti raccolta firme:
sabato 19 febbraio piazza San Paolo dalle 13 alle 19
sabato 26 febbraio piazza Carducci dalle 13 alle 19
mercoledì 2 febbraio 2011
COLATA DI CEMENTO SU MONZA, IN ARRIVO 4 MILIONI DI METRI CUBI, INUTILI
Ci uniamo ai numerosi comitati cittadini spontaneamente sorti in questi ultimi mesi per impedire che la variante al PGT, programmata dalla giunta Mariani, trasformi Monza una citta’ sicuramente invivibile.
E’ notizia dei primi giorni del 2011 che Monza è la città con l’aria più inquinata di tutta la Lombardia. E le prospettive con questa variante, o con qualsivoglia piano attuativo che comporti ulteriore cemento, sarebbero ben peggiori:
● Almeno 30.000 nuovi abitanti
● Aumento ulteriore del traffico
● Aumento ulteriore dell'inquinamento
● Incremento di malattie respiratorie e tumori
● Svalutazione degli immobili esistenti
Poiche’ vi sono in citta’ numerose aree dismesse da recuperare e almeno 2000 abitazioni vuote, ci uniamo alla cittadinanza che chiede all’amministrazione comunale di abbandonare quei progetti che comportano la cancellazione delle ultime aree verdi.
Al fine quindi di informare la cittadinanza, con alcuni dettagli tecnici, e raccogliere firme attraverso una petizione popolare, sono stati fissati dei banchetti nelle seguenti date:
Sabato 5 febbraio
Via Italia, dalle 13:00 alle 19:00.
Domenica 13 febbraio
Via Italia, dalle 13:00 alle 19:00.
Sabato 19 febbraio
P.za SanPaolo, dalle 13:00 alle 19:00.
Sabato 26 febbraio
Piazza Carducci, dalle 13:00 alle 19:00.
Tra pochissimo inoltre verra’ distribuito un volantino, con il quale si chiedera' alla cittadinanza sia di aiutarci a raccogliere firme nei quartieri per modificare la variante pgt nonche' a collaborare con suggerimenti tramite l' indirizzo bastacementoamonza@gmail.com, allo scopo di creare coesione tra i comitati esistenti e i comitati nascenti.
Il Movimento 5 Stelle invita tutti i cittadini che vogliono una Monza vivibile e sostenibile, a collaborare per impedirne la quasi totale cementificazione.
Si intende denunciare l'assoluta mancanza di coinvolgimento dei cittadini in scelte così importanti e fondamentali per il futuro di tutti noi, segnalando i torbidi intrecci che potrebbero nascondersi sotto questa manovra che segnera’ in modo negativo e indelebile il nostro territorio.
E’ notizia dei primi giorni del 2011 che Monza è la città con l’aria più inquinata di tutta la Lombardia. E le prospettive con questa variante, o con qualsivoglia piano attuativo che comporti ulteriore cemento, sarebbero ben peggiori:
● Almeno 30.000 nuovi abitanti
● Aumento ulteriore del traffico
● Aumento ulteriore dell'inquinamento
● Incremento di malattie respiratorie e tumori
● Svalutazione degli immobili esistenti
Poiche’ vi sono in citta’ numerose aree dismesse da recuperare e almeno 2000 abitazioni vuote, ci uniamo alla cittadinanza che chiede all’amministrazione comunale di abbandonare quei progetti che comportano la cancellazione delle ultime aree verdi.
Al fine quindi di informare la cittadinanza, con alcuni dettagli tecnici, e raccogliere firme attraverso una petizione popolare, sono stati fissati dei banchetti nelle seguenti date:
Sabato 5 febbraio
Via Italia, dalle 13:00 alle 19:00.
Domenica 13 febbraio
Via Italia, dalle 13:00 alle 19:00.
Sabato 19 febbraio
P.za SanPaolo, dalle 13:00 alle 19:00.
Sabato 26 febbraio
Piazza Carducci, dalle 13:00 alle 19:00.
Tra pochissimo inoltre verra’ distribuito un volantino, con il quale si chiedera' alla cittadinanza sia di aiutarci a raccogliere firme nei quartieri per modificare la variante pgt nonche' a collaborare con suggerimenti tramite l' indirizzo bastacementoamonza@gmail.com, allo scopo di creare coesione tra i comitati esistenti e i comitati nascenti.
Il Movimento 5 Stelle invita tutti i cittadini che vogliono una Monza vivibile e sostenibile, a collaborare per impedirne la quasi totale cementificazione.
Si intende denunciare l'assoluta mancanza di coinvolgimento dei cittadini in scelte così importanti e fondamentali per il futuro di tutti noi, segnalando i torbidi intrecci che potrebbero nascondersi sotto questa manovra che segnera’ in modo negativo e indelebile il nostro territorio.
lunedì 17 gennaio 2011
LETTERA AI CONSIGLIERI COMUNALI
Le oltre 10.000 firme della petizione che chiede il ritiro del bando per la Villa Reale di Monza hanno ottenuto un primo, importante risultato: una discussione in Consiglio comunale con la possibilità che buona parte dei consiglieri si schieri contro il bando.
Per raggiungere questo obiettivo è necessario fare ancora pressione. Vi chiediamo quindi di inviare il seguente messaggio ai consiglieri comunali per impegnarli a fare la scelta giusta.
Gruppo "la Villa Reale è anche mia"
testo del messaggio da copiare e incollare
Ai Consiglieri del Comune di Monza
ecaglioti@comune.monza.it, radamo@comune.monza.it, acolombo@comune.monza.it, agabetta@comune.monza.it, dgesuita@comune.monza.it, lcaruz@comune.monza.it, gghezzi@comune.monza.it, smariani@comune.monza.it, spalumbo@comune.monza.it, driga@comune.monza.it, amariani@comune.monza.it, mtognini@comune.monza.it, lvimercati@comune.monza.it, mdeflorio@comune.monza.it, mdallamuta@comune.monza.it, rmonti@comune.monza.it, dpetrucci@comune.monza.it, amancuso@comune.monza.it, fboscarino@comune.monza.it, rdepasquale@comune.monza.it, fbrioschi@comune.monza.it, ascotti@comune.monza.it, marco.monguzzi@comune.monza.it, elena.colombo@comune.monza.it, mfaglia@comune.monza.it, grossi@comune.monza.it, avigano@comune.monza.it, cbubba@comune.monza.it, vascrizzi@comune.monza.it, cconsonni@comune.monza.it, scivati@comune.monza.it, elongoni@comune.monza.it, amarrazzo@comune.monza.it, rmontalbano@comune.monza.it, mriboldi@comune.monza.it, rscanagatti@comune.monza.it, fpepe@comune.monza.it,
cc: parcomonzainfo@gmail.com
OGGETTO: VILLA REALE DI MONZA - SPAZI COMMERCIALI AI PRIVATI?
Sono a conoscenza del rischio che corre la Villa Reale di Monza per il bando che ne mette in concessione la parte centrale per 30 anni a condizioni inique. Perciò, insieme agli oltre 11.000 firmatari dell’appello per il ritiro del bando, le chiedo di adoperarsi perché venga al più presto fissata una riunione del Consiglio Comunale dedicata al tema.
Le chiedo altresì di esprimersi contro l'esproprio della Villa Reale aderendo a prese di posizione, da presentare in sede di consiglio, volte a scongiurare questa eventualità.
Il suo schierarsi a salvaguardia della natura pubblica di questo patrimonio culturale della città verrà tenuto nella debita considerazione quando sarò chiamato a votare.
la saluto cordialmente
Nome e cognome
Monza, gennaio 2011
Per raggiungere questo obiettivo è necessario fare ancora pressione. Vi chiediamo quindi di inviare il seguente messaggio ai consiglieri comunali per impegnarli a fare la scelta giusta.
Gruppo "la Villa Reale è anche mia"
testo del messaggio da copiare e incollare
Ai Consiglieri del Comune di Monza
ecaglioti@comune.monza.it, radamo@comune.monza.it, acolombo@comune.monza.it, agabetta@comune.monza.it, dgesuita@comune.monza.it, lcaruz@comune.monza.it, gghezzi@comune.monza.it, smariani@comune.monza.it, spalumbo@comune.monza.it, driga@comune.monza.it, amariani@comune.monza.it, mtognini@comune.monza.it, lvimercati@comune.monza.it, mdeflorio@comune.monza.it, mdallamuta@comune.monza.it, rmonti@comune.monza.it, dpetrucci@comune.monza.it, amancuso@comune.monza.it, fboscarino@comune.monza.it, rdepasquale@comune.monza.it, fbrioschi@comune.monza.it, ascotti@comune.monza.it, marco.monguzzi@comune.monza.it, elena.colombo@comune.monza.it, mfaglia@comune.monza.it, grossi@comune.monza.it, avigano@comune.monza.it, cbubba@comune.monza.it, vascrizzi@comune.monza.it, cconsonni@comune.monza.it, scivati@comune.monza.it, elongoni@comune.monza.it, amarrazzo@comune.monza.it, rmontalbano@comune.monza.it, mriboldi@comune.monza.it, rscanagatti@comune.monza.it, fpepe@comune.monza.it,
cc: parcomonzainfo@gmail.com
OGGETTO: VILLA REALE DI MONZA - SPAZI COMMERCIALI AI PRIVATI?
Sono a conoscenza del rischio che corre la Villa Reale di Monza per il bando che ne mette in concessione la parte centrale per 30 anni a condizioni inique. Perciò, insieme agli oltre 11.000 firmatari dell’appello per il ritiro del bando, le chiedo di adoperarsi perché venga al più presto fissata una riunione del Consiglio Comunale dedicata al tema.
Le chiedo altresì di esprimersi contro l'esproprio della Villa Reale aderendo a prese di posizione, da presentare in sede di consiglio, volte a scongiurare questa eventualità.
Il suo schierarsi a salvaguardia della natura pubblica di questo patrimonio culturale della città verrà tenuto nella debita considerazione quando sarò chiamato a votare.
la saluto cordialmente
Nome e cognome
Monza, gennaio 2011
mercoledì 22 dicembre 2010
LE 10.000 FIRME CONSEGNATE ANCHE IN CONSIGLIO REGIONALE

Martedi 21 dicembre e’ stata consegnata in regione un’altra copia delle 10.249
firme gia’ consegnate all’assessore alla Villa Reale. Il presidente del
consiglio regionale si e’ detto disponibile a discuterne in consiglio.
La prossima consegna verra’ fatta alla soprintendenza ai beni culturali, che sara’ chiamata ad esprimere un parere sui progetti presentati.
giovedì 16 dicembre 2010
GIORNO DEL RINGRAZIAMENTO AI CITTADINI PER LE LORO 10.000 FIRME

L'ASSOCIAZIONE “LA VILLA REALE E’ ANCHE MIA!” HA IN PIACERE DI INVITARLA AL
GIORNO DEL RINGRAZIAMENTO
SABATO 18 DICEMBRE ALLE ORE 15:30 IN PIAZZA SAN PAOLO
UN RINGRAZIAMENTO PER TUTTI COLORO CHE IN QUESTE ULTIME SETTIMANE HANNO COMPRESO LE RAGIONI DELL’OPPOSIZIONE AL BANDO CHE PREGIUDICHERA’ LA LIBERA FRUIZIONE DELLA VILLA REALE PER 30 ANNI, FIRMANDO LA PETIZIONE.
GRAZIE A QUESTA CIVILE E CORALE PROTESTA, SIAMO STATI IN GRADO DI CONSEGNARE OLTRE 10.000 FIRME ALL’ASSESSORE ALLA VILLA REALE, CHE HA COSI’ RICONOSCIUTO LA GRANDE PARTECIPAZIONE DELLA NOSTRA MOBILITAZIONE, IMPEGNANDOSI A PORTARE IN GIUNTA LE RAGIONI DEI FIRMATARI.
CONDIZIONI CLIMATICHE PERMETTENDO, VERRA’ INNALZATO UNO STENDARDO DI 10 METRI CON PALLONCINI COLORATI, VERRANNO STESI ALCUNI PANNI – SIMBOLICI FOGLI FIRME – E TANTO ALTRO ANCORA.
UN MOMENTO DI FESTA , DOPO MESI DI IMPEGNO.
MA NON E’ FINITA QUI: CONTINUEREMO LA BATTAGLIA FINO A QUANDO RIUSCIREMO A RIAVERE LA NOSTRA VILLA REALE, SOTTRAENDOLA A UN DESTINO CHE NON E’ ANCORA SCRITTO E CHE INSIEME CAMBIEREMO.
VENITE ANCHE VOI E PORTATE BAMBINI, NONNI, CAGNOLINI ….
VI ASPETTIAMO!
sabato 11 dicembre 2010
VILLA REALE - petizioni al Soprintendente ai Beni Culturali
Gentili sostenitori della Villa Reale di Monza,
In data 29 novembre, sollecitata da mesi a dare spiegazioni circa il destino della Villa Reale, la società Infrastrutture Lombarde Spa (della Regione Lombardia) – che ha emesso il bando di concorso comprensivo delle destinazioni d'uso – ha presentato delle diapositive atte a chiarire cosa vogliono fare della Villa Reale di Monza.
Alleghiamo la copia della presentazione , così che anche Voi possiate valutare quanto Vi abbiamo detto:
La Villa Reale sarà ceduta al privato vincitore e destinata ad attività commerciali, alta ristorazione,spazi espositivi, (il privato che vincerà il bando deciderà come usarli, magari facendo la mostra di se stesso....) alle seguenti condizioni:
- 30.000 euro di affitto all'anno : loro indicano 1.4 ML perchè moltiplicano il canone per gli anni di concessione 30.000x30anni=900.000 e aggiungono 500.000 euro che sarebbe lo 0,5% del fatturato (non si capisce come fanno a saperlo prima, ma se seguiamo questo parametro significa che prevedono un fatturato per il privato di 3.8 ml di euro all'anno)
- a fronte di un esborso privato di : 6.7 ML di euro ( incluso il 20% di IVA che il privato recupera)
- e di un esborso pubblico di 20.5 ML di euro
E' vergognoso come l'amministratore di Infrastrutture Lombarde Rognoni, Il delegato alla Villa Reale della Regione Lombardia Magnano, Il Presidente del Consorzio nostro sindaco Mariani e il direttore del Consorzio Petraroia, si siano prodigati nel dire che la Villa Reale sarà pubblica: certamente i negozi e il ristorante non possono vivere senza i clienti!!!!!
Teniamo a sottolineare che il nostro sindaco non si vergogna di vantarsi di dire che questa soluzione non procurerà esborsi alla cittadinanza monzese.
Sono, dunque, evidenti gravi irregolarità e irresponsabilità circa la destinazione d’uso, la valorizzazione storica, la salvaguardia della conservazione del monumento, che contrastano con le leggi che la Sopraintendenza e il Ministero dei Beni Culturali, che fanno finta di non vedere, dovrebbero rispettare e applicare. Per questo
Vi chiediamo di inviare il testo sotto e di chiedere ai Vostri amici di fare altrettanto
con lo scopo di aumentare ancora la nostra pressione
La Sopraintendenza e il Ministero dei Beni Culturali non possono far finta di niente a fronte di tante mail che riceveranno (sono 10.000 le firme raccolte). Forse pensano di intervenire a lavori iniziati, ma particolarmente nel caso della Villa Reale di Monza, quando entrerà una ruspa non si potrà più tornare indietro.
Grazie del Vostro Aiuto!
il gruppo "la Villa Reale è anche mia!
---------- testo della mail ----------
Gentile Soprintendente Dott. Alberto Artioli,
sbap-mi@beniculturali.it,
e p.c. Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale –
Ministero dei beni culturali
dg-val.s1@beniculturali.it,
OGGETTO: VILLA REALE DI MONZA - SPAZI COMMERCIALI AI PRIVATI?
Buongiorno, seguo da tempo la situazione preoccupante che riguarda la Villa Reale di Monza.
Sebbene possa comprendere la necessità di accedere a un intervento di tipo privato nella gestione della Villa Reale, abbandonata già da decenni ad un tragico destino, si dice per mancanza di fondi, non comprendo invece come possano mancare i fondi per intervenire su un tale bene storico, paesaggistico e culturale, da parte della Regione e di uno dei comuni più ricchi d’Italia.
Esprimo tuttavia perplessità nel valutare i requisiti richiesti dal bando indetto da Infrastrutture Lombarde S.p.A. che, come da documentazione e capitolato, propone uno stralcio del progetto vincitore del concorso internazionale (c.d. progetto “Carbonara” ).
Desta molta preoccupazione sia la previsione di avere all'interno della Villa Reale spazi destinati ad attività commerciali - chiamati sul bando "box", lasciando quindi intendere una sorta di piccoli locali ritagliati all'interno dei grandi saloni - che di destinare un intero piano, il Belvedere, alla "alta" ristorazione - destinazione che chiaramente richiede infrastrutture invasive.
A parte la sproporzione fra superficie destinata ad attività commerciali rispetto a quelle genericamente dette istituzionali, mi chiedo se questo progetto garantisca la tutela della conservazione e valorizzazione culturale del monumento e se questo uso sia compatibile con il suo carattere storico e culturale.
Sottolineo, inoltre, che la necessaria garanzia di utilizzo pubblico sarebbe garantita dal fatto che ristorante e negozi sono fruibili dal pubblico. Ciò, più che un’apertura al pubblico, sarebbe meglio definibile come una mera necessità per il successo dell'attività economica del futuro concessionario, il quale avrà peraltro in gestione una superficie di circa 9.000 mq per 30.000 euro all'anno di affitto, per 30 anni, a fronte di un intervento di 5 milioni di euro, mentre l’ investimento pubblico sarà di 19 milioni.
Come si può vincolare un tale bene storico e culturale in questo modo e per 30 anni?
Ho la convinzione che voi, quali garanti istituzionali della tutela del patrimonio storico e culturale, sappiate spiegarmi cosa non mi riesce di comprendere o forse ho erroneamente inteso.
Ringraziando in anticipo per la vostra attenzione, saluto cordialmente
Nome, cognome
In data 29 novembre, sollecitata da mesi a dare spiegazioni circa il destino della Villa Reale, la società Infrastrutture Lombarde Spa (della Regione Lombardia) – che ha emesso il bando di concorso comprensivo delle destinazioni d'uso – ha presentato delle diapositive atte a chiarire cosa vogliono fare della Villa Reale di Monza.
Alleghiamo la copia della presentazione , così che anche Voi possiate valutare quanto Vi abbiamo detto:
La Villa Reale sarà ceduta al privato vincitore e destinata ad attività commerciali, alta ristorazione,spazi espositivi, (il privato che vincerà il bando deciderà come usarli, magari facendo la mostra di se stesso....) alle seguenti condizioni:
- 30.000 euro di affitto all'anno : loro indicano 1.4 ML perchè moltiplicano il canone per gli anni di concessione 30.000x30anni=900.000 e aggiungono 500.000 euro che sarebbe lo 0,5% del fatturato (non si capisce come fanno a saperlo prima, ma se seguiamo questo parametro significa che prevedono un fatturato per il privato di 3.8 ml di euro all'anno)
- a fronte di un esborso privato di : 6.7 ML di euro ( incluso il 20% di IVA che il privato recupera)
- e di un esborso pubblico di 20.5 ML di euro
E' vergognoso come l'amministratore di Infrastrutture Lombarde Rognoni, Il delegato alla Villa Reale della Regione Lombardia Magnano, Il Presidente del Consorzio nostro sindaco Mariani e il direttore del Consorzio Petraroia, si siano prodigati nel dire che la Villa Reale sarà pubblica: certamente i negozi e il ristorante non possono vivere senza i clienti!!!!!
Teniamo a sottolineare che il nostro sindaco non si vergogna di vantarsi di dire che questa soluzione non procurerà esborsi alla cittadinanza monzese.
Sono, dunque, evidenti gravi irregolarità e irresponsabilità circa la destinazione d’uso, la valorizzazione storica, la salvaguardia della conservazione del monumento, che contrastano con le leggi che la Sopraintendenza e il Ministero dei Beni Culturali, che fanno finta di non vedere, dovrebbero rispettare e applicare. Per questo
Vi chiediamo di inviare il testo sotto e di chiedere ai Vostri amici di fare altrettanto
con lo scopo di aumentare ancora la nostra pressione
La Sopraintendenza e il Ministero dei Beni Culturali non possono far finta di niente a fronte di tante mail che riceveranno (sono 10.000 le firme raccolte). Forse pensano di intervenire a lavori iniziati, ma particolarmente nel caso della Villa Reale di Monza, quando entrerà una ruspa non si potrà più tornare indietro.
Grazie del Vostro Aiuto!
il gruppo "la Villa Reale è anche mia!
---------- testo della mail ----------
Gentile Soprintendente Dott. Alberto Artioli,
sbap-mi@beniculturali.it,
e p.c. Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale –
Ministero dei beni culturali
dg-val.s1@beniculturali.it,
OGGETTO: VILLA REALE DI MONZA - SPAZI COMMERCIALI AI PRIVATI?
Buongiorno, seguo da tempo la situazione preoccupante che riguarda la Villa Reale di Monza.
Sebbene possa comprendere la necessità di accedere a un intervento di tipo privato nella gestione della Villa Reale, abbandonata già da decenni ad un tragico destino, si dice per mancanza di fondi, non comprendo invece come possano mancare i fondi per intervenire su un tale bene storico, paesaggistico e culturale, da parte della Regione e di uno dei comuni più ricchi d’Italia.
Esprimo tuttavia perplessità nel valutare i requisiti richiesti dal bando indetto da Infrastrutture Lombarde S.p.A. che, come da documentazione e capitolato, propone uno stralcio del progetto vincitore del concorso internazionale (c.d. progetto “Carbonara” ).
Desta molta preoccupazione sia la previsione di avere all'interno della Villa Reale spazi destinati ad attività commerciali - chiamati sul bando "box", lasciando quindi intendere una sorta di piccoli locali ritagliati all'interno dei grandi saloni - che di destinare un intero piano, il Belvedere, alla "alta" ristorazione - destinazione che chiaramente richiede infrastrutture invasive.
A parte la sproporzione fra superficie destinata ad attività commerciali rispetto a quelle genericamente dette istituzionali, mi chiedo se questo progetto garantisca la tutela della conservazione e valorizzazione culturale del monumento e se questo uso sia compatibile con il suo carattere storico e culturale.
Sottolineo, inoltre, che la necessaria garanzia di utilizzo pubblico sarebbe garantita dal fatto che ristorante e negozi sono fruibili dal pubblico. Ciò, più che un’apertura al pubblico, sarebbe meglio definibile come una mera necessità per il successo dell'attività economica del futuro concessionario, il quale avrà peraltro in gestione una superficie di circa 9.000 mq per 30.000 euro all'anno di affitto, per 30 anni, a fronte di un intervento di 5 milioni di euro, mentre l’ investimento pubblico sarà di 19 milioni.
Come si può vincolare un tale bene storico e culturale in questo modo e per 30 anni?
Ho la convinzione che voi, quali garanti istituzionali della tutela del patrimonio storico e culturale, sappiate spiegarmi cosa non mi riesce di comprendere o forse ho erroneamente inteso.
Ringraziando in anticipo per la vostra attenzione, saluto cordialmente
Nome, cognome
martedì 23 novembre 2010
LA VILLA REALE DI MONZA ARRIVA A NEW YORK !
venerdì 12 novembre 2010
DA VILLA REALE A VILLACENTER ?

S.O.S. VILLA REALE
PER NON FARCELA SCIPPARE TUTTI IN PIAZZA A PROTESTARE.
Vieni e porta i tuoi amici.
Sabato 20 novembre
ore 15.00
in piazza Arengario
Cosa stiamo facendo insieme agli altri cittadini del gruppo “La Villa Reale è anche mia”:
Informiamo e coinvolgiamo i cittadini usando attraverso internet, distribuendo volantini e con conferenze stampa.
Raccogliamo le firme on line sul nostro sito e su carta ai punti di raccolta programmati in Brianza.
Stiamo preparando un appello al Presidente della Repubblica, sottoscritto da importanti esponenti del mondo artistico e culturale.
Abbiamo anche sollecitato un incontro pubblico tra amministrazione comunale e cittadini, che ci è però stato negato.
Abbiamo organizzato manifestazioni di informazione e di protesta: abbiamo svolto uno striscione di 90m nei giardini della Villa, abbiamo fatto cortei sventolando le bandiere del gruppo. E siamo solo all’inizio...
martedì 2 novembre 2010
MOSTRA CARTOLINE D'EPOCA - e raccolta firme contro il bando
Raccolta firme contro il bando in occasione di una mostra di cartoline d'epoca.
La Galleria Fatto ad Arte,a sostegno della battaglia contro la privatizzazione della Villa Reale di Monza, è lieta di invitarvi alla mostra
SALUTI DALLA VILLA REALE...
Un'emozionante mostra sulle cartoline storiche
della Villa Reale dalla collezione privata di Alfredo Viganò.
Giovedì 4 novembre 2010
Ore 18:00
Galleria Fatto ad Arte
via Zucchi, 28 - Monza
La Mostra proseguirà fino all'18 novembre.
Per informazioni:
Galleria Fatto ad Arte
via Zucchi, 28 - Monza - Tel. 039.23.08.725
Email: info@fattoadarte.com
www.fattoadarte.com
Fatto
La Galleria Fatto ad Arte,a sostegno della battaglia contro la privatizzazione della Villa Reale di Monza, è lieta di invitarvi alla mostra
SALUTI DALLA VILLA REALE...
Un'emozionante mostra sulle cartoline storiche
della Villa Reale dalla collezione privata di Alfredo Viganò.
Giovedì 4 novembre 2010
Ore 18:00
Galleria Fatto ad Arte
via Zucchi, 28 - Monza
La Mostra proseguirà fino all'18 novembre.
Per informazioni:
Galleria Fatto ad Arte
via Zucchi, 28 - Monza - Tel. 039.23.08.725
Email: info@fattoadarte.com
www.fattoadarte.com
Fatto
mercoledì 27 ottobre 2010
BICICLETTATA/flash-mob.30.10.10
Sabato 30 ottobre dalle 10:30 alle 13 circa, ritrovo Piazza Roma (Arengario) con le bandiere.
In caso di pioggia la mattina ma non nel pomeriggio: possibile spostamento nel pomeriggio di sabato, ore 15
In caso di pioggia sabato tutto il giorno: spostamento la domenica mattina
In caso di pioggia anche domenica : spostamento ad altra data da ridefinire
I numeri telefonici di riferimento sono:
Francesco, 3336192722, che guidera’ il gruppo
Daniela, 3496306648
Percorso:
Piazza Roma (Arengario)
via Italia
via Piermarini (sosta)
via Santa Maddalena
via San Martino
via Teodolinda
Piazza Duomo (sosta)
via Napoleone
piazza Roma
piazza Citterio
viale Regina Margherita (attraverso la ciclabile che attraversa i Boschetti lato destro del viale)
sottopasso nei pressi ISA
ancora viale Regina Margherita (marciapiede lato mura di cinta della Villa; le biciclette saranno portate a mano)
Villa Reale (sosta)
Viale Cesare Battisti (controviale a sinistra voltando le spalle alla Villa)
Cappella Espiatoria (sosta)
Stazione Ferroviaria lungo Cesare Battisti.
Si ritorna per lo stesso lato del Viale Cesare Battisti con ulteriore sosta alla Villa.
Il percorso tocca luoghi o vie che richiamano la Villa e/o i Savoia.
L’unico luogo tralasciato è la sala d’attesa in Stazione perché penso che sia pericoloso percorrere in gruppo Corso Milano e via Arosio.
In caso di pioggia la mattina ma non nel pomeriggio: possibile spostamento nel pomeriggio di sabato, ore 15
In caso di pioggia sabato tutto il giorno: spostamento la domenica mattina
In caso di pioggia anche domenica : spostamento ad altra data da ridefinire
I numeri telefonici di riferimento sono:
Francesco, 3336192722, che guidera’ il gruppo
Daniela, 3496306648
Percorso:
Piazza Roma (Arengario)
via Italia
via Piermarini (sosta)
via Santa Maddalena
via San Martino
via Teodolinda
Piazza Duomo (sosta)
via Napoleone
piazza Roma
piazza Citterio
viale Regina Margherita (attraverso la ciclabile che attraversa i Boschetti lato destro del viale)
sottopasso nei pressi ISA
ancora viale Regina Margherita (marciapiede lato mura di cinta della Villa; le biciclette saranno portate a mano)
Villa Reale (sosta)
Viale Cesare Battisti (controviale a sinistra voltando le spalle alla Villa)
Cappella Espiatoria (sosta)
Stazione Ferroviaria lungo Cesare Battisti.
Si ritorna per lo stesso lato del Viale Cesare Battisti con ulteriore sosta alla Villa.
Il percorso tocca luoghi o vie che richiamano la Villa e/o i Savoia.
L’unico luogo tralasciato è la sala d’attesa in Stazione perché penso che sia pericoloso percorrere in gruppo Corso Milano e via Arosio.
venerdì 22 ottobre 2010
PROSSIMI GAZEBO RACCOLTA FIRME CONTRO BANDO VILLA REALE E DISTRIBUTORE NEL PARCO
Luoghi e date dei gazebo:
Sabato 23 ottobre via Italia angolo via della Vittoria (IdV)
Sabato 23 ottobre dalle 10 alle 13, piazza Roma angolo via Italia (Città Persone)
Sabato 23 ottobre tutto il giorno, via Italia (PD)
Domenica 24 ottobre piazza Roma (IdV)
Domenica 24 ottobre, in mattinata, piazza Carrobiolo (Legambiente - mercatino prodotti biologici)
Sabato 6 novembre dalle 10 alle 13, piazza Roma angolo via Italia (Città Persone)
Sabato 23 ottobre via Italia angolo via della Vittoria (IdV)
Sabato 23 ottobre dalle 10 alle 13, piazza Roma angolo via Italia (Città Persone)
Sabato 23 ottobre tutto il giorno, via Italia (PD)
Domenica 24 ottobre piazza Roma (IdV)
Domenica 24 ottobre, in mattinata, piazza Carrobiolo (Legambiente - mercatino prodotti biologici)
Sabato 6 novembre dalle 10 alle 13, piazza Roma angolo via Italia (Città Persone)
domenica 10 ottobre 2010
SROTOLATO UNO STRISCIONE DI 90 MT DAVANTI ALLA VILLA REALE


AL GRIDO DI "LA VILLA REALE E' ANCHE MIA", SABATO 9 OTTOBRE 2010, ALCUNE CENTINAIA DI CITTADINI HANNO SROTOLATO UNO STRISCIONE DI 90 MT DAVANTI ALLA VILLA REALE. SOTTO ACCUSA IL BANDO DI INFRASTRUTTURE LOMBARDE CHE PREVEDE LA QUASI TOTALITA' DEI COSTI A CARICO PUBBLICO - E QUINDI DELLA CITTADINANZA - E UN PICCOLO IMPORTO A CARICO DELL'ANCORA MISTERIOSO PRIVATO CHE, PER CONTRO, NE POTRA' USUFRUIRE APPIENO PER 30 ANNI AL RISIBILE CANONE DI AFFITTO DI 30.000 EURO L'ANNO.
mercoledì 29 settembre 2010
PERICOLO GPL E METANO PER I FRUITORI DEL PARCO DI MONZA E PER GLI ABITANTI DI BIASSONO IN PARTICOLARE
Perché?
La commissione ecologia del comune di Monza ha espresso parere favorevole al progetto di realizzare nel Parco di Monza un distributore di metano, idrometano, gpl, idrogeno gassoso, idrogeno liquido.
Dove?
All’interno del Parco di Monza, nelle vicinanze della porta di Biassono Santa Maria delle Selve.
Perché?
Non ci sono spiegazioni valide.
Danni al Parco?
SI, verranno abbattuti ca. 50 alberi d’alto fusto, cementando un’area di 8.872 mq attualmente a prato e bosco
Danni immediati agli abitanti delle zone circostanti?
SI, aumenterà il traffico sulla stradina di corrispondenza di Santa Maria delle Selve e sulle strade limitrofe
Rischi per le persone?
NOTEVOLI. Rischi di esplosione poiche’ si prevede un serbatoio interrato per lo stoccaggio del gpl e un distributore per metano, oltre a idrogeno e idrometano, per i quali non c’è mai sicurezza, come dimostra il tragico evento di Viareggio. Vi sarebbero infatti inquietanti analogie con quell’incidente in quanto nel distributore all'interno del Parco di Monza il GPL verrebbe trasportato con autocisterna. Il disastro ferroviario di Viareggio si e’ verificato appunto perchè, a causa del deragliamento del treno, la cisterna contenente GPL si è perforata nell'urto e una scintilla ha provocato l'innesco del combustibile con le gravissime conseguenze che tutti conosciamo.
Vantaggi?
Nessuno per i cittadini. Tutti per i gestori dell’autodromo (Sias) che hanno chiesto cospicui finanziamenti pubblici,approfittando della scusa dell’energia pulita. Infatti la Regione avrebbe già predisposto uno stanziamento di 2,1 milioni di Euro per finanziare il progetto, soldi pubblici (nostri) per un intervento che non e’ di pubblica utilita’ ma va a esclusivo vantaggio di un privato.
Cosa si puo’ fare?
Manifestare il proprio dissenso a quest’ultima follia, pensata esclusivamente per aumentare gli introiti dei gestori dell’autodromo a spese, anche concrete, della collettività.
Come?
Diffondendo il piu’ possibile la petizione che segue, disponibile anche su: www.parcomonza.org, su facebook Comitato Parco Monza.
destinatari:
Sindaco di Monza
sindaco@comune.monza.it
Direttore Consorzio Parco e Villa Reale
direttore@reggiadimonza.it
Assessore Parco
assessore.educazioneeparchi@comune.monza.mi.it,
Direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia
info@lombardia.beniculturali.it
Soprintendente per i Beni architettonici e per il Paesaggio di Milano
sbap-mi@beniculturali.it
Direttore Regionale Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali
caterina.bon@beniculturali.it
c.c.: parcomonzainfo@gmail.com
testo della petizione:
NO AL DISTRIBUTORE DI CARBURANTI NEL PARCO DI MONZA
Manifesto la mia totale opposizione, e la mia preoccupazione, al progetto che prevede la realizzazione di un distributore di carburanti all’interno del Parco di Monza, cementificando una superficie di 8.872 mq. di verde e bosco per costruire strutture e impianti di stoccaggio di carburanti interrati per GPL, METANO, IDROGENO, inquinanti e PERICOLOSISSIMI per la popolazione.
Ritengo che i finanziamenti pubblici, compresi quelli provenienti dalla Comunita’ Europea non debbano e non possano essere utilizzati per distruggere un Parco storico e creare serio pericolo per i suoi fruitori e per coloro che abitano nelle sue vicinanze. Ritengo si tratti di progetti totalmente ingiustificati e puramente speculativi da parte della SIAS, falsamente ammantati di scopi di ricerca per carburanti alternativi, la cui eventuale sperimentazione può essere sviluppata più proficuamente in aree esterne al Parco e lontane dalle aree abitate, ad esempio certe aree industriali dismesse.
Chiedo pertanto alle istituzioni qui coinvolte di abbandonare definitivamente il progetto di realizzazione di distributori di carburanti e della sperimentazione in questo ambito nel Parco di Monza.
Distinti saluti.
Nome, cognome, citta’
La commissione ecologia del comune di Monza ha espresso parere favorevole al progetto di realizzare nel Parco di Monza un distributore di metano, idrometano, gpl, idrogeno gassoso, idrogeno liquido.
Dove?
All’interno del Parco di Monza, nelle vicinanze della porta di Biassono Santa Maria delle Selve.
Perché?
Non ci sono spiegazioni valide.
Danni al Parco?
SI, verranno abbattuti ca. 50 alberi d’alto fusto, cementando un’area di 8.872 mq attualmente a prato e bosco
Danni immediati agli abitanti delle zone circostanti?
SI, aumenterà il traffico sulla stradina di corrispondenza di Santa Maria delle Selve e sulle strade limitrofe
Rischi per le persone?
NOTEVOLI. Rischi di esplosione poiche’ si prevede un serbatoio interrato per lo stoccaggio del gpl e un distributore per metano, oltre a idrogeno e idrometano, per i quali non c’è mai sicurezza, come dimostra il tragico evento di Viareggio. Vi sarebbero infatti inquietanti analogie con quell’incidente in quanto nel distributore all'interno del Parco di Monza il GPL verrebbe trasportato con autocisterna. Il disastro ferroviario di Viareggio si e’ verificato appunto perchè, a causa del deragliamento del treno, la cisterna contenente GPL si è perforata nell'urto e una scintilla ha provocato l'innesco del combustibile con le gravissime conseguenze che tutti conosciamo.
Vantaggi?
Nessuno per i cittadini. Tutti per i gestori dell’autodromo (Sias) che hanno chiesto cospicui finanziamenti pubblici,approfittando della scusa dell’energia pulita. Infatti la Regione avrebbe già predisposto uno stanziamento di 2,1 milioni di Euro per finanziare il progetto, soldi pubblici (nostri) per un intervento che non e’ di pubblica utilita’ ma va a esclusivo vantaggio di un privato.
Cosa si puo’ fare?
Manifestare il proprio dissenso a quest’ultima follia, pensata esclusivamente per aumentare gli introiti dei gestori dell’autodromo a spese, anche concrete, della collettività.
Come?
Diffondendo il piu’ possibile la petizione che segue, disponibile anche su: www.parcomonza.org, su facebook Comitato Parco Monza.
destinatari:
Sindaco di Monza
sindaco@comune.monza.it
Direttore Consorzio Parco e Villa Reale
direttore@reggiadimonza.it
Assessore Parco
assessore.educazioneeparchi@comune.monza.mi.it,
Direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia
info@lombardia.beniculturali.it
Soprintendente per i Beni architettonici e per il Paesaggio di Milano
sbap-mi@beniculturali.it
Direttore Regionale Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali
caterina.bon@beniculturali.it
c.c.: parcomonzainfo@gmail.com
testo della petizione:
NO AL DISTRIBUTORE DI CARBURANTI NEL PARCO DI MONZA
Manifesto la mia totale opposizione, e la mia preoccupazione, al progetto che prevede la realizzazione di un distributore di carburanti all’interno del Parco di Monza, cementificando una superficie di 8.872 mq. di verde e bosco per costruire strutture e impianti di stoccaggio di carburanti interrati per GPL, METANO, IDROGENO, inquinanti e PERICOLOSISSIMI per la popolazione.
Ritengo che i finanziamenti pubblici, compresi quelli provenienti dalla Comunita’ Europea non debbano e non possano essere utilizzati per distruggere un Parco storico e creare serio pericolo per i suoi fruitori e per coloro che abitano nelle sue vicinanze. Ritengo si tratti di progetti totalmente ingiustificati e puramente speculativi da parte della SIAS, falsamente ammantati di scopi di ricerca per carburanti alternativi, la cui eventuale sperimentazione può essere sviluppata più proficuamente in aree esterne al Parco e lontane dalle aree abitate, ad esempio certe aree industriali dismesse.
Chiedo pertanto alle istituzioni qui coinvolte di abbandonare definitivamente il progetto di realizzazione di distributori di carburanti e della sperimentazione in questo ambito nel Parco di Monza.
Distinti saluti.
Nome, cognome, citta’
domenica 19 settembre 2010
NUOVA PETIZIONE VILLA REALE ON LINE

PERCHÈ LA VILLA REALE E I SUOI GIARDINI NON SIANO CONCESSI AI PRIVATI PER 30 ANNI A 4 DENARI MA RIMANGANO DI UTILIZZO PUBBLICO.
Nel consiglio Comunale del 7 Giugno 2010 Infrastrutture Lombarde Spa, società di Regione Lombardia ha illustrato un bando di gara che cede la gestione della villa e dei suoi giardini al privato per un totale di 9.000 mq. A quanto? 30.000 euro all'anno + lo 0.5% del fatturato.
Al pubblico resteranno 36 giorni all'anno.
Noi vogliamo un programma di gestione pubblica che faccia di Villa e Parco il centro di riferimento culturale sia territoriale che internazionale.
Opponiti! Firma con noi per il ritiro del bando!
http://www.petizionionline.it/petizione/villa-reale-di-monza-affittasi-opponiti/2103
giovedì 9 settembre 2010
INTERPELLANZA DELLA LISTA CITTA' PERSONE CONTRO IL DISTRIBUTORE NEL PARCO
Al Presidente del Consiglio
Al Sig. Sindaco
All’Assessore alla Parco ed alla Villa Reale
All’Assessore all’Ecologia
INTERPELLANZA: NEL PARCO DI MONZA PER UN PIENO DI NATURA (non di carburante!)
Il 15 luglio 2010 la Commissione Ecologia ha espresso parere favorevole a maggioranza sulla proposta di insediamento di un nuovo impianto di distribuzione stradale di carburanti (metano, idrometano, gpl, idrogeno gassoso, idrogeno liquido), aperto al pubblico ed ubicato all’interno del Parco di Monza con ingresso da Porta Biassono Santa Maria delle Selve su un’area di 8.872 mq. attualmente a prato e bosco che verrebbe trasformata con l’abbattimento di 45/50 alberature per la creazione di una pensilina, box di servizio fuori terra in calcestruzzo per metano.idrogeno ed idrometano, serbatoio interrata di stoccaggio per gpl con pensilina di copertura, locale del gestore fuori terra di 60 mq. dotato di servizi igienici, impermeabilizzazione e pavimentazione di mq. 2.437 per strade in bitume tradizionale e la rimanente area da pavimentare con green block (vedi foto qui allegate).
Il sottoscritto ha votato contro ritenendo incompatibile tale trasformazione con il Parco storico di Monza, con un intervento che aumenta la pericolosità per i fruitori del verde e dintorni, diminuisce le aree a prato e bosco, elimina alberature ed incentiva il traffico automobilistico.
In sede di Commissione è stato inoltre richiesto che il parere venisse richiesto alla Commissione Parco, responsabile per competenza specifica, essendo la Commissione ecologia competente elusivamente per il verde urbano.
In data 3 agosto il direttivo della Lista Civica Città Persone, ha inviato segnalazione al Direttore regionale per i Beni Culturali e paesaggistici della Lombardia ed al Soprintendente per i Beni architettonici e per il paesaggio di Milano chiedendo che venga espresso parere negativo al progetto.
Interpello, quindi, il Presidente del Consiglio, il Sindaco e l’assessore competente per conoscere:
1) Se l’Assessorato al Parco e la Commissione Parco siano state interpellate per un parere nel merito e quale ne sia stato l’esito;
2) Se il progetto sia stato inviato per il competente parere preventivo alla Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia ed al Soprintendente per i Beni architettonici e per il Paesaggio di Milano ed eventualmente quale parere abbia sortito;
3) Se il progetto abbia conseguito il parere preventivo del Consorzio per la Villa reale e per il Parco;
4) Se il progetto abbia conseguito il parere preventivo del Consorzio per il Parco regionale della Valle del Lambro;
Rimango in attesa di un cortese riscontro nel merito.
Michele Faglia
Al Sig. Sindaco
All’Assessore alla Parco ed alla Villa Reale
All’Assessore all’Ecologia
INTERPELLANZA: NEL PARCO DI MONZA PER UN PIENO DI NATURA (non di carburante!)
Il 15 luglio 2010 la Commissione Ecologia ha espresso parere favorevole a maggioranza sulla proposta di insediamento di un nuovo impianto di distribuzione stradale di carburanti (metano, idrometano, gpl, idrogeno gassoso, idrogeno liquido), aperto al pubblico ed ubicato all’interno del Parco di Monza con ingresso da Porta Biassono Santa Maria delle Selve su un’area di 8.872 mq. attualmente a prato e bosco che verrebbe trasformata con l’abbattimento di 45/50 alberature per la creazione di una pensilina, box di servizio fuori terra in calcestruzzo per metano.idrogeno ed idrometano, serbatoio interrata di stoccaggio per gpl con pensilina di copertura, locale del gestore fuori terra di 60 mq. dotato di servizi igienici, impermeabilizzazione e pavimentazione di mq. 2.437 per strade in bitume tradizionale e la rimanente area da pavimentare con green block (vedi foto qui allegate).
Il sottoscritto ha votato contro ritenendo incompatibile tale trasformazione con il Parco storico di Monza, con un intervento che aumenta la pericolosità per i fruitori del verde e dintorni, diminuisce le aree a prato e bosco, elimina alberature ed incentiva il traffico automobilistico.
In sede di Commissione è stato inoltre richiesto che il parere venisse richiesto alla Commissione Parco, responsabile per competenza specifica, essendo la Commissione ecologia competente elusivamente per il verde urbano.
In data 3 agosto il direttivo della Lista Civica Città Persone, ha inviato segnalazione al Direttore regionale per i Beni Culturali e paesaggistici della Lombardia ed al Soprintendente per i Beni architettonici e per il paesaggio di Milano chiedendo che venga espresso parere negativo al progetto.
Interpello, quindi, il Presidente del Consiglio, il Sindaco e l’assessore competente per conoscere:
1) Se l’Assessorato al Parco e la Commissione Parco siano state interpellate per un parere nel merito e quale ne sia stato l’esito;
2) Se il progetto sia stato inviato per il competente parere preventivo alla Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia ed al Soprintendente per i Beni architettonici e per il Paesaggio di Milano ed eventualmente quale parere abbia sortito;
3) Se il progetto abbia conseguito il parere preventivo del Consorzio per la Villa reale e per il Parco;
4) Se il progetto abbia conseguito il parere preventivo del Consorzio per il Parco regionale della Valle del Lambro;
Rimango in attesa di un cortese riscontro nel merito.
Michele Faglia
venerdì 3 settembre 2010
CEMENTIFICAZIONE DI ALTRI 8.500 MQ DI PARCO
NO AL DISTRIBUTORE DI CARBURANTE NEL PARCO DI MONZA, EVITIAMO UNO SCEMPIO AMBIENTALE
1) Il Parco di Monza è monumento nazionale e come tale deve essere tutelato:
2) Realizzare un distributore di carburanti al suo interno comporterebbe una alterazione paesaggistica di elevato impatto: pavimentare 8.500 mq. di verde e bosco, costruire tettoie, volumi di servizio, realizzare impianti di stoccaggio di carburanti interrati per GPL, METANO, IDROGENO, inquinanti e pericolosi;
3) Incentivare l’ingresso al Parco di mezzi motorizzati per un servizio che potrebbe essere ospitato fuori dal Parco impedirebbe la fruizione pedonale e per il tempo libero di un’area pubblica del Parco stesso;
4) Deturpare l’ambiente di un Parco storico con una attività incompatibile è in contrasto con l’art.9 della Costituzione.
Manda la tua opinione a: sindaco@comune.monza.it, direttore@reggiadimonza.it
1) Il Parco di Monza è monumento nazionale e come tale deve essere tutelato:
2) Realizzare un distributore di carburanti al suo interno comporterebbe una alterazione paesaggistica di elevato impatto: pavimentare 8.500 mq. di verde e bosco, costruire tettoie, volumi di servizio, realizzare impianti di stoccaggio di carburanti interrati per GPL, METANO, IDROGENO, inquinanti e pericolosi;
3) Incentivare l’ingresso al Parco di mezzi motorizzati per un servizio che potrebbe essere ospitato fuori dal Parco impedirebbe la fruizione pedonale e per il tempo libero di un’area pubblica del Parco stesso;
4) Deturpare l’ambiente di un Parco storico con una attività incompatibile è in contrasto con l’art.9 della Costituzione.
Manda la tua opinione a: sindaco@comune.monza.it, direttore@reggiadimonza.it
martedì 10 agosto 2010
PROSEGUE LA RACCOLTA FIRME
Giovedi 12 agosto a Monza dalle 10 alle 12 in via Italia ang. Piermarini prosegue la raccolta firme da presentare al sindaco contro:
- SVENDITA DELLA VILLA REALE A PRIVATI
Nel Consiglio Comunale del 7 giugno 2010 Antonio Rognoni, amministratore delegato di Infrastrutture Lombarde S.p.A (società della Regione Lombardia) ha illustrato il bando per una gara di appalto che riguarda la Villa Reale di Monza. Il bando, a procedura ristretta (hanno, infatti, partecipato esclusivamente società invitate), si è concluso il 7 maggio u.s. Il 10 dicembre 2010 avverrà l’aggiudicazione della società vincitrice. La concessione riguarda il corpo centrale della Villa Reale e parte dell’area nord, per un totale di circa 9.000 metri quadrati coperti e il cortile interno, e ha la durata di 30 anni.
Il costo previsto è di 23 milioni di euro, 18 dei quali a carico delle istituzioni pubbliche e 5 milioni a carico del concessionario, vale a dire circa 160.000 per ciascun anno. Il concessionario verserà un canone di affitto fisso annuo di 30.000 (trentamila) euro più lo 0,5% del fatturato. All’istituzione pubblica (Consorzio della Villa Reale e del Parco) è concesso di disporre degli spazi per soli 36 giorni all’anno. Ci raccontano che tale operazione ha l’obiettivo di «valorizzare la Villa e rappresenta il primo passo per arrivare all’intera ristrutturazione dell’area». In realtà è il primo passo della svendita ai privati della Villa e del Parco: Rognoni ha detto, infatti, che andranno avanti a furia di bandi.
Petizione on line: http://www.petizionionline.it/petizione/no-alla-creazione-di-negozi-allinterno-della-villa-reale-di-monza/1448
- COSTRUZIONE DI STRUTTURE PER SERRE NEL PARCO
Nell’ambito delle ipotesi di progetti coperti da finanziamenti expo 2015, ve ne e’ anche uno che prevede la privatizzazione di 100.000 mq di Parco.
Si tratta di un progetto da 10MM di eur per la costruzione di 6 enormi serre, sale polifunzionali e altre costruzioni all’interno del Parco di Monza, cementificando una superficie di ca 100.000 m2, ovvero 10 ettari. Da notare che il Parco di Monza e’ gia’ privatizzato per il 55%.
A questo devastante progetto, il Comitato per il Parco A. Cederna oppone il ripristino del progetto di un museo di botanica attraverso il recupero di Villa Mirabellino, quindi senza ulteriore, inutile e dannoso consumo di territorio protetto. Il museo nella Villa Mirabello e’ una proposta approvata e finanziata negli anni 90 e poi dimenticata tra le pieghe della burocrazia.
Petizione on line: http://parcodimonza.blogspot.com/2010_04_01_archive.html
- SVENDITA DELLA VILLA REALE A PRIVATI
Nel Consiglio Comunale del 7 giugno 2010 Antonio Rognoni, amministratore delegato di Infrastrutture Lombarde S.p.A (società della Regione Lombardia) ha illustrato il bando per una gara di appalto che riguarda la Villa Reale di Monza. Il bando, a procedura ristretta (hanno, infatti, partecipato esclusivamente società invitate), si è concluso il 7 maggio u.s. Il 10 dicembre 2010 avverrà l’aggiudicazione della società vincitrice. La concessione riguarda il corpo centrale della Villa Reale e parte dell’area nord, per un totale di circa 9.000 metri quadrati coperti e il cortile interno, e ha la durata di 30 anni.
Il costo previsto è di 23 milioni di euro, 18 dei quali a carico delle istituzioni pubbliche e 5 milioni a carico del concessionario, vale a dire circa 160.000 per ciascun anno. Il concessionario verserà un canone di affitto fisso annuo di 30.000 (trentamila) euro più lo 0,5% del fatturato. All’istituzione pubblica (Consorzio della Villa Reale e del Parco) è concesso di disporre degli spazi per soli 36 giorni all’anno. Ci raccontano che tale operazione ha l’obiettivo di «valorizzare la Villa e rappresenta il primo passo per arrivare all’intera ristrutturazione dell’area». In realtà è il primo passo della svendita ai privati della Villa e del Parco: Rognoni ha detto, infatti, che andranno avanti a furia di bandi.
Petizione on line: http://www.petizionionline.it/petizione/no-alla-creazione-di-negozi-allinterno-della-villa-reale-di-monza/1448
- COSTRUZIONE DI STRUTTURE PER SERRE NEL PARCO
Nell’ambito delle ipotesi di progetti coperti da finanziamenti expo 2015, ve ne e’ anche uno che prevede la privatizzazione di 100.000 mq di Parco.
Si tratta di un progetto da 10MM di eur per la costruzione di 6 enormi serre, sale polifunzionali e altre costruzioni all’interno del Parco di Monza, cementificando una superficie di ca 100.000 m2, ovvero 10 ettari. Da notare che il Parco di Monza e’ gia’ privatizzato per il 55%.
A questo devastante progetto, il Comitato per il Parco A. Cederna oppone il ripristino del progetto di un museo di botanica attraverso il recupero di Villa Mirabellino, quindi senza ulteriore, inutile e dannoso consumo di territorio protetto. Il museo nella Villa Mirabello e’ una proposta approvata e finanziata negli anni 90 e poi dimenticata tra le pieghe della burocrazia.
Petizione on line: http://parcodimonza.blogspot.com/2010_04_01_archive.html
mercoledì 14 luglio 2010
SCARICA LA BANDIERINA IN DIFESA DELLA VILLA REALE
venerdì 2 luglio 2010
NUOVO STRISCIONE CONTRO IL BANDO VILLA REALE


NO ALLA SVENDITA DELLA VILLA REALE DI MONZA
Apposto un secondo striscione di 14 metri in piazza Trento e Trieste:
Imperdibile “VILLA REALE DI MONZA AFFITTASI”
9.000 mq su più piani (nobili), belvedere e corte interna
a soli 30.000 euro/anno – durata minima contratto: 30 anni
Il Comitato per il Parco “Antonio Cederna” ringrazia i cittadini che hanno deciso di manifestare così la loro opposizione alla svendita del monumento da parte
di Infrastrutture Lombarde Spa e invita tutti a OPPORSI. Monza, 2 luglio 2010
venerdì 25 giugno 2010
PROSSIMI BANCHETTI RACCOLTA FIRME
QUANDO:
SABATO 26 E DOMENICA 27 GIUGNO
SABATO 3 E DOMENICA 4 LUGLIO
SABATO 10 E DOMENICA 11 LUGLIO
DOVE:
PARCO DI MONZA, INGRESSO PORTA MONZA VIALE CAVRIGA SUBITO A SINISTRA
SABATO 26 E DOMENICA 27 GIUGNO
SABATO 3 E DOMENICA 4 LUGLIO
SABATO 10 E DOMENICA 11 LUGLIO
DOVE:
PARCO DI MONZA, INGRESSO PORTA MONZA VIALE CAVRIGA SUBITO A SINISTRA
domenica 20 giugno 2010
IGNOTI CITTADINI AFFIGGONO STRISCIONE ALLA CANCELLATA DELLA VILLA REALE
NO ALLA SVENDITA DELLA VILLA REALE DI MONZA
Affisso striscione di 14 metri sulla cancellata della Villa Reale per denunciare la svendita del monumento da parte di Infrastrutture Lombarde Spa
Il Comitato per il Parco “Antonio Cederna” ringrazia i cittadini che hanno deciso di manifestare così la loro opposizione e invita tutti a fare altrettanto.
giovedì 17 giugno 2010
Giugno 2010 - RACCOLTA FIRME CONTRO L'IPOTESI DI PROGETTO DI EDIFICAZIONE DI STRUTTURE ALL'INTERNO DEL PARCO
Segui il link http://www.parcomonza.org/home.htm
Attraverso la loro firma i cittadini chiedono l'abbandono di qualsivoglia progetto che, come nel caso oggetto del contendere, comporti consumo di territorio protetto, come è quello del Parco di Monza.
Per firmare la petizione, ci troverai il giorno 19 giugno, a Monza in piazza Roma, dalle ore 10.00 alle ore 13.00
Attraverso la loro firma i cittadini chiedono l'abbandono di qualsivoglia progetto che, come nel caso oggetto del contendere, comporti consumo di territorio protetto, come è quello del Parco di Monza.
Per firmare la petizione, ci troverai il giorno 19 giugno, a Monza in piazza Roma, dalle ore 10.00 alle ore 13.00
mercoledì 16 giugno 2010
VILLA REALE AFFITTASI
L’Expo 2015, cosiddetta diffusa e sostenibile, è pretesto per un’altra operazione ai danni della città di Monza, e non solo, che definire scandalosa è poco.
Questi i fatti.
Nel Consiglio Comunale del 7 giugno 2010 Antonio Rognoni, amministratore delegato di Infrastrutture Lombarde S.p.A (società della Regione Lombardia) ha illustrato il bando per una gara di appalto che riguarda la Villa Reale di Monza.
Il bando, a procedura ristretta (hanno, infatti, partecipato esclusivamente società invitate), si è concluso il 7 maggio u.s. Il 10 dicembre 2010 avverrà l’aggiudicazione della società vincitrice.
La concessione riguarda il corpo centrale della Villa Reale e parte dell’area nord, per un totale di circa 9.000 metri quadrati coperti e il cortile interno, e ha la durata di 30 anni.
Per adeguare la Villa alle esigenze del concessionario, la ristrutturazione prevede:
piano terreno: piccoli spazi commerciali, laboratori artigianali, uffici, servizi;
primo e secondo piano nobile: eventi e attività culturali;
Belvedere: alta ristorazione.
I lavori di ristrutturazione avranno inizio nel settembre 2011 e termineranno a marzo 2014.
Il costo previsto è di 23 milioni di euro, 18 dei quali a carico delle istituzioni pubbliche e 5 milioni a carico del concessionario, vale a dire circa 160.000 per ciascun anno.
Il concessionario verserà un canone di affitto fisso annuo di 30.000 (trentamila) euro più lo 0,5% del fatturato.
All’istituzione pubblica (Consorzio della Villa Reale e del Parco) è concesso di disporre degli spazi per soli 36 giorni all’anno.
Ci raccontano che tale operazione ha l’obiettivo di «valorizzare la Villa e rappresenta il primo passo per arrivare all’intera ristrutturazione dell’area».
In realtà è il primo passo della svendita ai privati della Villa e del Parco: Rognoni ha detto, infatti, che andranno avanti a furia di bandi.
Bianca Montrasio,
presidente Comitato Parco A. Cederna
Questi i fatti.
Nel Consiglio Comunale del 7 giugno 2010 Antonio Rognoni, amministratore delegato di Infrastrutture Lombarde S.p.A (società della Regione Lombardia) ha illustrato il bando per una gara di appalto che riguarda la Villa Reale di Monza.
Il bando, a procedura ristretta (hanno, infatti, partecipato esclusivamente società invitate), si è concluso il 7 maggio u.s. Il 10 dicembre 2010 avverrà l’aggiudicazione della società vincitrice.
La concessione riguarda il corpo centrale della Villa Reale e parte dell’area nord, per un totale di circa 9.000 metri quadrati coperti e il cortile interno, e ha la durata di 30 anni.
Per adeguare la Villa alle esigenze del concessionario, la ristrutturazione prevede:
piano terreno: piccoli spazi commerciali, laboratori artigianali, uffici, servizi;
primo e secondo piano nobile: eventi e attività culturali;
Belvedere: alta ristorazione.
I lavori di ristrutturazione avranno inizio nel settembre 2011 e termineranno a marzo 2014.
Il costo previsto è di 23 milioni di euro, 18 dei quali a carico delle istituzioni pubbliche e 5 milioni a carico del concessionario, vale a dire circa 160.000 per ciascun anno.
Il concessionario verserà un canone di affitto fisso annuo di 30.000 (trentamila) euro più lo 0,5% del fatturato.
All’istituzione pubblica (Consorzio della Villa Reale e del Parco) è concesso di disporre degli spazi per soli 36 giorni all’anno.
Ci raccontano che tale operazione ha l’obiettivo di «valorizzare la Villa e rappresenta il primo passo per arrivare all’intera ristrutturazione dell’area».
In realtà è il primo passo della svendita ai privati della Villa e del Parco: Rognoni ha detto, infatti, che andranno avanti a furia di bandi.
Bianca Montrasio,
presidente Comitato Parco A. Cederna
domenica 4 aprile 2010
PRIVATIZZAZIONE DI 100.000 Mq DI PARCO
Nell’ambito delle ipotesi di progetti coperti da finanzamenti expo 2015, ve ne e’ anche uno che prevede la privatizzazione di 100.000 mq di Parco.
Si tratta di un progetto da 10MM di eur per la costruzione di 6 enormi serre, sale polifunzionali e altri servizi all’interno del Parco di Monza, cementificando una superficie di ca 100.000 m2, ovvero 10 ettari. Da notare che il Parco di Monza e’ gia’ privatizzato per il 55%.
A questo devastante progetto, il Comitato per il Parco A. Cederna oppone il ripristino del progetto di un museo di botanica attraverso il recupero di Villa Mirabellino, quindi senza ulteriore, inutile e dannoso consumo di territorio protetto. Il museo nella Villa Mirabello e’ una proposta approvata e finanziata negli anni 90 e poi dimenticata tra le pieghe della burocrazia.
Appello
a: assessore.educazioneeparchi@comune.monza.mi.it, sindaco@comune.monza.mi.it,
pietro_petraroia@regione.lombardia.it, claudia.sorlini@unimi.it
cc: info@lombardia.beniculturali.it, urp@corpoforestale.it, presidente@parcovallelambro.it, roberto_formigoni@regione.lombardia.it,
sindaco.moratti@comune.milano.it, m.caratti@provincia.milano.it, vicesindaco@comune.monza.mi.it, ammparco@comune.monza.mi.it,
dirigente.ammparco@comune.monza.mi.it, info@parcomonza.org,
Apprendo di un ennesimo progetto per la realizzazione nel Parco di Monza di nuove strutture. Si tratta delle serre che verrebbero insediate nell’area in concessione alla Facoltà di Agraria di Milano. Secondo i promotori, la costruzione di tali infrastrutture nel Parco permetterebbero di avere il più grande “orto botanico d’Europa”.
Manifesto la mia totale contrarieta’ a questo progetto, per i seguenti motivi.
- porterebbe edificazioni e consumo di territorio protetto all’interno del Parco, non giustificati da alcuna reale necessita’ e in contraddizione con la L.R. n. 40;
- porterebbe ulteriori privatizzazioni. Nei decenni tante porzioni di Parco sono state sottratte all’utilizzo dei cittadini. Questa ipotesi si configura come l’ennesimo capitolo di questa triste storia: la storia di un luogo giustamente definito da qualcuno come “il Parco più privatizzato d’Europa”;
- vanificherebbe il recente recupero filologico del Parco, che include l’area di 10 ettari oggetto del progetto serre, attuato dall’amministrazione Parco con fondi pubblici, e quindi anche nostri.
Ritengo inoltre paradossale che per tale progetto sia previsto un costo di 10 milioni di euro, mentre i fondi destinati alla manutenzione del patrimonio arboreo del Parco sono stati del tutto azzerati nel bilancio 2010. Si vedrebbero languire i boschi, mentre vengono messe in posa le serre. Il progetto della Facoltà di Agraria, senz’altro meritevole, potrebbe trovare ospitalità in altri ambiti monzesi, ad esempio su aree dismesse, cui ridare nuova dignità. Fondamentale, lo ribadisco, sarà che non ci si trovi di fronte a nuovo consumo di aree verdi.
Alle ipotesi di nuove edificazioni all’interno del Parco oppongo il progetto n. 18 della L.R. n. 40 “Museo di botanica di Villa Mirabellino”, che non prevede ulteriore, inutile e dannoso consumo di territorio protetto.
Distinti saluti.
Firma
Citta’
Si tratta di un progetto da 10MM di eur per la costruzione di 6 enormi serre, sale polifunzionali e altri servizi all’interno del Parco di Monza, cementificando una superficie di ca 100.000 m2, ovvero 10 ettari. Da notare che il Parco di Monza e’ gia’ privatizzato per il 55%.
A questo devastante progetto, il Comitato per il Parco A. Cederna oppone il ripristino del progetto di un museo di botanica attraverso il recupero di Villa Mirabellino, quindi senza ulteriore, inutile e dannoso consumo di territorio protetto. Il museo nella Villa Mirabello e’ una proposta approvata e finanziata negli anni 90 e poi dimenticata tra le pieghe della burocrazia.
Appello
a: assessore.educazioneeparchi@comune.monza.mi.it, sindaco@comune.monza.mi.it,
pietro_petraroia@regione.lombardia.it, claudia.sorlini@unimi.it
cc: info@lombardia.beniculturali.it, urp@corpoforestale.it, presidente@parcovallelambro.it, roberto_formigoni@regione.lombardia.it,
sindaco.moratti@comune.milano.it, m.caratti@provincia.milano.it, vicesindaco@comune.monza.mi.it, ammparco@comune.monza.mi.it,
dirigente.ammparco@comune.monza.mi.it, info@parcomonza.org,
Apprendo di un ennesimo progetto per la realizzazione nel Parco di Monza di nuove strutture. Si tratta delle serre che verrebbero insediate nell’area in concessione alla Facoltà di Agraria di Milano. Secondo i promotori, la costruzione di tali infrastrutture nel Parco permetterebbero di avere il più grande “orto botanico d’Europa”.
Manifesto la mia totale contrarieta’ a questo progetto, per i seguenti motivi.
- porterebbe edificazioni e consumo di territorio protetto all’interno del Parco, non giustificati da alcuna reale necessita’ e in contraddizione con la L.R. n. 40;
- porterebbe ulteriori privatizzazioni. Nei decenni tante porzioni di Parco sono state sottratte all’utilizzo dei cittadini. Questa ipotesi si configura come l’ennesimo capitolo di questa triste storia: la storia di un luogo giustamente definito da qualcuno come “il Parco più privatizzato d’Europa”;
- vanificherebbe il recente recupero filologico del Parco, che include l’area di 10 ettari oggetto del progetto serre, attuato dall’amministrazione Parco con fondi pubblici, e quindi anche nostri.
Ritengo inoltre paradossale che per tale progetto sia previsto un costo di 10 milioni di euro, mentre i fondi destinati alla manutenzione del patrimonio arboreo del Parco sono stati del tutto azzerati nel bilancio 2010. Si vedrebbero languire i boschi, mentre vengono messe in posa le serre. Il progetto della Facoltà di Agraria, senz’altro meritevole, potrebbe trovare ospitalità in altri ambiti monzesi, ad esempio su aree dismesse, cui ridare nuova dignità. Fondamentale, lo ribadisco, sarà che non ci si trovi di fronte a nuovo consumo di aree verdi.
Alle ipotesi di nuove edificazioni all’interno del Parco oppongo il progetto n. 18 della L.R. n. 40 “Museo di botanica di Villa Mirabellino”, che non prevede ulteriore, inutile e dannoso consumo di territorio protetto.
Distinti saluti.
Firma
Citta’
lunedì 1 marzo 2010
DISASTRO NEL LAMBRO
La notizia del grave episodio di inquinamento nel Lambro sta riempiendo le cronache in questi giorni. Ma ci saranno gravi e ulteriori conseguenze nei prossimi giorni. Il depuratore di Monza, che raccoglie le acque di scarico di vari comuni lungo intorno al corso del nostro fiume, ha trattenuto molta parte del petrolio e del gasolio. Ora l'impianto è intasato da questi materiali. Gli operatori sono al lavoro, riferiscono le cronache, per smaltire questa ondata nera. Questo significa che nei prossimi giorni l'impianto non riuscirà a smaltire le nostre acque di scarico in maniera normale. Anzi: si prevede che entro un paio di giorni la struttura sarà fermata, per permettere di eliminare via via petrolio e gasolio. Le acque di scarico di centinaia di migliaia di persone saranno quindi immesse nel fiume. Invitiamo i cittadini ad un uso il più possibile responsabile dell'acqua, per evitare di sovraccaricare il nostro fiume e inquinarlo ancora di più.
PIANO RIQUALIFICAZIONE
Grazie come sempre per la vostra straordinaria supervisione sul Parco di Monza ..
Luchino
Luchino
martedì 16 febbraio 2010
Piano riqualificazione – interventi sperimentali nel Parco
L’amministrazione Parco ha organizzato una visita ai lavori in corso ai boschi oggetto dei tagli a raso per successiva piantumazione ex-novo. La visita si e’ svolta il 12.2 alla presenza dell’agronomo che sta dirigendo gli interventi, G.Corazzin, di A.Sanvito dell’amm.ne Parco, del vivaista Chiaravalli – fornitore degli alberi – e di alcuni aderenti al Comitato Parco e a Legambiente.
Scopo della visita: illustrare gli interventi in corso alle particelle 32 e 22, che sono quelle interessate da questo tipo di intervento sperimentale nel Parco. Poiche’ questi boschi risultavano estremamente impoveriti, con un terreno completamente sterile, in accordo con l’amministrazione Parco, l’agronomo ha optato per la ricostituzione dei boschi ex-novo. La concimazione e’ stata fatta con concime organico, che deve arricchire l’humus allo scopo di creare azoto, elemento ormai assente da questi terreni. Anche la falda risulta notevolmente abbassata, ma il problema dovrebbe essere superato con l’irrigazione a goccia ad ogni singolo albero.
Nella particella 32 si sono dovuti abbattere tutti gli alberi presenti, mentre nella 22 alcuni alberi, non particolarmente ammalorati, sono stati lasciati. Il deperimento di questi boschi e’ stato classificato di classe 5 – ovvero deperimento veloce. La decisione di tagliare i boschi a raso e’ stata dettata anche da ragioni economiche, ovvero per non ritrovarsi tra 5 anni con i boschi di nuovo in deperimento, dopo un intervento di manutenzione ordinaria, che consiste nel tagliare gli alberi malati e piantare alberelli molto giovani. L’area visitata, quella della particella 32, e’ gia’ stata ripiantumata con circa 1400 alberi di circa 4/5 anni. Le varieta’ sono: frassino, carpino, acero campestre, prunus, olmi, noci, carpini, quercus petrea e quercus robur. La particella e’ stata divisa in 4 porzioni, con due viali che si incrociano al centro per permettere il passaggio dei mezzi agricoli destinati alla manutenzione. Verranno a breve piantati anche dei pioppi, a rapido accrescimento, con lo scopo di fare massa in attesa della crescita degli alberi giovani e di difesa dal vento. Verranno piantati anche degli arbusti, come il cornus, l’evonimo, il nocciolo, il biancospino.
L’agronomo suggerisce di far valutare all’amministrazione Parco la possibilita’ di intervenire contro i parassiti, soprattutto la processionaria, con gli antagonisti dei parassiti stessi. Ad esempio per la processionaria pare sia utile la fornica rufa che si nutre delle larve della processionaria quando queste scendono dall’albero e si nascondono nel terreno. I naturalisti del Comitato Parco possono rendersi disponibili a fornire elementi utili a questo tipo di interventi con antagonisti.
Fine prevista dei lavori: aprile 2010, compatibilmente con i fondi stanziati.
Scopo della visita: illustrare gli interventi in corso alle particelle 32 e 22, che sono quelle interessate da questo tipo di intervento sperimentale nel Parco. Poiche’ questi boschi risultavano estremamente impoveriti, con un terreno completamente sterile, in accordo con l’amministrazione Parco, l’agronomo ha optato per la ricostituzione dei boschi ex-novo. La concimazione e’ stata fatta con concime organico, che deve arricchire l’humus allo scopo di creare azoto, elemento ormai assente da questi terreni. Anche la falda risulta notevolmente abbassata, ma il problema dovrebbe essere superato con l’irrigazione a goccia ad ogni singolo albero.
Nella particella 32 si sono dovuti abbattere tutti gli alberi presenti, mentre nella 22 alcuni alberi, non particolarmente ammalorati, sono stati lasciati. Il deperimento di questi boschi e’ stato classificato di classe 5 – ovvero deperimento veloce. La decisione di tagliare i boschi a raso e’ stata dettata anche da ragioni economiche, ovvero per non ritrovarsi tra 5 anni con i boschi di nuovo in deperimento, dopo un intervento di manutenzione ordinaria, che consiste nel tagliare gli alberi malati e piantare alberelli molto giovani. L’area visitata, quella della particella 32, e’ gia’ stata ripiantumata con circa 1400 alberi di circa 4/5 anni. Le varieta’ sono: frassino, carpino, acero campestre, prunus, olmi, noci, carpini, quercus petrea e quercus robur. La particella e’ stata divisa in 4 porzioni, con due viali che si incrociano al centro per permettere il passaggio dei mezzi agricoli destinati alla manutenzione. Verranno a breve piantati anche dei pioppi, a rapido accrescimento, con lo scopo di fare massa in attesa della crescita degli alberi giovani e di difesa dal vento. Verranno piantati anche degli arbusti, come il cornus, l’evonimo, il nocciolo, il biancospino.
L’agronomo suggerisce di far valutare all’amministrazione Parco la possibilita’ di intervenire contro i parassiti, soprattutto la processionaria, con gli antagonisti dei parassiti stessi. Ad esempio per la processionaria pare sia utile la fornica rufa che si nutre delle larve della processionaria quando queste scendono dall’albero e si nascondono nel terreno. I naturalisti del Comitato Parco possono rendersi disponibili a fornire elementi utili a questo tipo di interventi con antagonisti.
Fine prevista dei lavori: aprile 2010, compatibilmente con i fondi stanziati.
martedì 2 febbraio 2010
L'AUTODROMO RIMANE INCOMPATIBILE CON IL PARCO.
bito a 600m dal parco, devo litigare con i vigili ogni volta che c'è il gran premio. Nei tre giorni del GP non posso godermi il parco perchè con la faccenda dei pullman navetta anche all'interno non si può circolare liberamente. Tipicamente oltre a sorbirmi il traffico, sono obbligato ad andare fino a Lissone per poter entrare in casa mia perchè ci sono percorsi obbligati anche per i residenti. Del giro di soldi tanto sbandierato non mi è mai venuta in tasca una lira, nemmeno buoni per parcheggiare gratis o per pullman gratuiti (di cui invece i tifosi usufruiscono). Resto dell'idea che a "mangiare" sull'autodromo siano in pochi sugli spazi e sui diritti di molti (cittadinanza di monza e comuni limitrofi in primis). L'autodromo sarà anche storico, ma ruba ai visitatori del parco una superficie non indifferente (stesso discorso per il golf, ma questo è un'altra vergognosa storia).
Weega
Weega
sabato 30 gennaio 2010
L'AUTODROMO RIMANE INCOMPATIBILE CON IL PARCO
La Presidente del Comitato per il Parco A. Cederna ha rilasciato un’intervista al quotidiano “Il Giorno”. Ne riportiamo alcune parti. A proposito della contesa sulla F1 a Monza o a Roma, Bianca Montrasio rammenta che “piu’ volte abbiamo invitato il Comune a cambiare strada e investire il denaro pubblico sul Parco e sulla Villa Reale”. “Io considero l’autodromo in generale un cancro nel Parco, un male che, in quanto tale, non voglio assolutamente trasferire a nessuno”. Poiche’ i settori auto e moto sono in crisi dovunque, Bianca segnala che “il Central Park di New York – che e’ un terzo del Parco di Monza – impiega stabilmente 300 persone. Le nostre potenzialita’ sarebbero almeno il doppio”.
Da un lato, il tanto sbandierato indotto di cui godrebbe la cittadinanza, non e’ supportato da dati concreti, dall’altro “e’ demenziale che in una situazione di grande difficolta’ economica delle famiglie si pensi solo ai milioni da dare a B.Ecclestone”. Quindi: ancora soldi pubblici per uno sport che non riesce piu’, da tempo ormai, ad avere pubblico?
Quale contradditorio, l’intervista all’ex-sindaco di Monza, Michele Faglia, il quale sottolinea che “manca l mobilitazione del mondo politico”. “Occorre partire dalla sinergia tra autodromo, Parco e Villa Reale”.
A proposito di questa sinergia, e’ sufficiente ricordare che nel settembre 2009 il direttore generale aggiunto dell’Unesco, Françoise Rivière, ha affermato che “la Villa Reale ha tutte le caratteristiche per entrare nella lista dei siti protetti ed essere considerata un bene di valore, ma la presenza dell’autodromo nel suo parco è stata un ostacolo e lo è tuttora». E il paragone è scattato spontaneo: «Ci sono castelli della Loira - ha aggiunto -, che non hanno ottenuto il riconoscimento perché vicini a una centrale nucleare».
Partecipate al sondaggio: volete che venga chiuso l’autodromo di Monza?
Il Parco soffre per la sua ingombrante e inopportuna presenza.
http://sondaggi.quotidianonet.ilsole24ore.com/?sondaggio=2702
Da un lato, il tanto sbandierato indotto di cui godrebbe la cittadinanza, non e’ supportato da dati concreti, dall’altro “e’ demenziale che in una situazione di grande difficolta’ economica delle famiglie si pensi solo ai milioni da dare a B.Ecclestone”. Quindi: ancora soldi pubblici per uno sport che non riesce piu’, da tempo ormai, ad avere pubblico?
Quale contradditorio, l’intervista all’ex-sindaco di Monza, Michele Faglia, il quale sottolinea che “manca l mobilitazione del mondo politico”. “Occorre partire dalla sinergia tra autodromo, Parco e Villa Reale”.
A proposito di questa sinergia, e’ sufficiente ricordare che nel settembre 2009 il direttore generale aggiunto dell’Unesco, Françoise Rivière, ha affermato che “la Villa Reale ha tutte le caratteristiche per entrare nella lista dei siti protetti ed essere considerata un bene di valore, ma la presenza dell’autodromo nel suo parco è stata un ostacolo e lo è tuttora». E il paragone è scattato spontaneo: «Ci sono castelli della Loira - ha aggiunto -, che non hanno ottenuto il riconoscimento perché vicini a una centrale nucleare».
Partecipate al sondaggio: volete che venga chiuso l’autodromo di Monza?
Il Parco soffre per la sua ingombrante e inopportuna presenza.
http://sondaggi.quotidianonet.ilsole24ore.com/?sondaggio=2702
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